Bielorussia, migranti stremati al confine con la Polonia per entrare in Europa

Migliaia di donne, bambini e uomini sono accampati a temperature sotto lo zero ai confini dell'Europa. Cercano di entrare attraverso la Bielorussia di Lukashenko, interessato a lasciarli passare come ritorsione alle misure restrittive imposte dall'Ue. Mentre la polizia polacca li respinge con gas lacrimogeni

Kuznica è un comune in Polonia, al confine con la Bielorussia, che conta circa 4 mila abitanti. È lì, in quel minuscolo angolo d’Europa che si sta concentrando una tragedia umanitaria sotto gli occhi del mondo.

Al momento si parla di circa 4 mila tra uomini, donne e bambini che stanno cercando di entrare in Polonia, dalla Bielorussia, oltrepassando le barriere di filo spinato e l’esercito polacco, arrivato con 12 mila uomini per respingerli, anche a colpi di gas lacrimogeni. Una situazione che rischia di esplodere. Si parla già di almeno otto morti. Le temperature, di notte, scendono abbondantemente sotto lo zero e i migranti sono accampati in condizioni disumane in tende improvvisate.

La maggior parte di chi sta tentando di oltrepassare il confine proviene dal Medio Oriente e dall’Asia, soprattutto dall’Iraq. La domanda che molti si stanno ponendo è questa: come hanno fatto migliaia di persone provenienti da terre lontane ad arrivare in quel punto per attraversare il confine?

Secondo Andrzej Duda, presidente della Repubblica di Polonia, che ha tenuto una conferenza stampa diffusa sui canali social, non ci sono dubbi:

«Trattasi di un’azione condotta dal regime bielorusso contro la Polonia e l’Unione europea. Sono stati i servizi bielorussi a dirigere i migranti verso la foresta portandoli in un punto del confine dove non c’è attraversamento».

Accuse respinte da parte del regime bielorusso.

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Bielorussia-Polonia: i video dei migranti sui social

Il canale Telegram bielorusso Nasha Niva sta seguendo minuto dopo minuto l’evolversi della situazione pubblicando video direttamente dalla frontiera e ripresi dai media di tutto il mondo. La notte si vedono i fuochi accesi dai migranti per riscaldarsi e di giorno i tentativi di rompere il filo spinato a colpi di badile, respinti dai militari polacchi.

Un uomo di nazionalità irachena ha raccontato alla Bbc che il fratello, insieme alla moglie e ai tre figli, era arrivato a Minsk un mese fa. Sarebbero stati gli stessi migranti a pianificare, lunedì scorso, il trasferimento al posto di frontiera per tentare di entrare in Polonia. Ma le autorità bielorusse li stavano spingendo. «Le persone sanno di essere usate dal regime bielorusso, ma non hanno alternative», ha detto l’uomo.

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Manifestazioni in Bielorussia contro il regime di Lukashenko – Foto: PIxabay

Pressione migratoria ai confini dell’Unione europea

Le tensioni sono aumentate lunedì 8 novembre, quando i video sono stati pubblicati sui vari canali social e l’Europa ha preso coscienza di quanto stava accadendo. Su Twitter sono numerosi i video che stanno circolando e, in alcuni casi, si sente la polizia polacca lanciare avvertimenti ai migranti messi in guardia perché l’attraversamento del confine polacco è consentito solo ai valichi di frontiera ufficiali e solo per chi è in possesso di un regolare visto.

Da martedì 9 novembre il valico più vicino a Kuznica, nel nord est del paese, è stato chiuso.

Ascolta “Migranti morti ai confini Ue. Bielorussia e repressione” su Spreaker.

In Europa attraverso la Bielorussia di Lukashenko

La rotta bielorussa per l’ingresso in Europa non è nuova e non la si scopre in questi giorni. Le autorità la conoscono da mesi, tanto che le cifre parlano di oltre 11 mila tentativi di entrare nel territorio polacco senza documenti nel solo mese di ottobre. Si tratta, soprattutto, di persone in fuga dall’Iraq, ma anche da Siria (leggi anche Guerra in Siria: Paese in macerie dopo 10 anni di scontri e repressione), Congo e Camerun.

Un’inchiesta della tedesca Deutsche Welle ha rivelato che, per comprendere questa nuova rotta migratoria, bisogna partire dal Kurdistan iracheno, ad Erbil. Pur non avendo più una propria ambasciata in Iraq, la Bielorussia ha mantenuto il consolato in quella cittadina, appaltando la concessione dei visti ad alcune agenzie di viaggio locali.

Il pacchetto completo, rivela sempre l’inchiesta, viene a costare dai 12 ai 15 mila euro. Tutto compreso: rilascio dei permessi, trasporto fino a Minsk e accompagnamento alla frontiera. I punti di partenza sono Erbil e altre due città del Kurdistan iracheno, Shiladze e Sulaymaniyah. Una di queste agenzie è la Made in Russia 24, società russa che opera nel campo turistico.

Andando a visitare il sito si scopre però che è in lingua araba, così come in lingua araba è il video nel quale si spiega come poter ottenere un visto per la Bielorussia. I voli diretti da Baghdad a Minsk sono sospesi dallo scorso agosto su pressione dell’Unione europea. Le rotte, quindi, sono essenzialmente due. La prima da Dubai, Damasco e Amman, dove si sono registrati aumenti di voli diretti verso Minsk. E, la seconda, attraverso l’Ucraina e la Turchia. In quest’ultimo caso appoggiandosi all’ambasciata bielorussa ad Ankara, particolarmente generosa nel rilascio dei visti.

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