Carceri italiane: situazione critica tra caldo, sovraffollamento e suicidi

Il sovraffollamento è tra i più alti d'Europa. Il tasso di suicidi è ai massimi dell'ultimo decennio. E il caldo sta esasperando la situazione. Il nuovo rapporto dell'associazione Antigone fa il punto sulle condizioni nelle carceri italiane oggi

Acqua razionata, ventilatori a batteria, nessun frigorifero in cella. Il grande calo di questi giorni non risparmia le 197 carceri italiane, molte delle quali sovraffollate e con un terzo degli istituti dove non sono garantiti gli spazi per i detenuti. È quanto riporta il Rapporto di metà anno sulle condizioni di detenzione in Italia “La Calda estate delle carceri” presentato nei giorni scorsi dall’associazione Antigone.

Carceri: detenuti in Italia 2022 e condizioni di sovraffollamento diffuso

Dalle visite effettuate in 85 istituti penitenziari negli ultimi 12 mesi, dal luglio 2021 al luglio 2022, gli osservatori hanno rilevato che in quasi un terzo (31%) degli istituti ci sono celle in cui non sono garantiti neppure i 3 metri quadri calpestabili per persona.

«Al sovraffollamento, che non aiuta di per sé a combattere il caldo, si aggiunge anche il fatto che nel 58% delle celle non ci sia la doccia per cercare un po’ di refrigerio (anche se il regolamento penitenziario del 2000 prevedeva che ci fossero docce in ogni camera di pernottamento entro il 20 settembre 2005). Infine nel 44,4% degli istituti ci sono celle con schermature alle finestre che impediscono il passaggio di aria», si legge nel rapporto.

Con il caldo, il sovraffollamento diventa ancora più difficile da sostenere. Secondo i dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria aggiornati al 30 giugno 2022, sono 54.841 le persone detenute negli istituti di pena. Di questi 2.314 sono donne e 17.182 stranieri, a fronte di una capienza regolamentare di 50.900 posti, con un tasso di affollamento ufficiale dunque del 107,7%.

«Se si analizzano però tutte le schede trasparenza dei 190 istituti penitenziari italiani, pubblicate dal ministero della Giustizia, cosa che abbiamo fatto nel corso di luglio del 2022, si scopre che nei vari istituti sul territorio nazionale ci sono al momento ben 3.665 posti non disponibili. La capienza effettiva dunque scende a 47.235 posti, ed il sovraffollamento effettivo sale al 112%», spiega Antigone.

Latina, Milano, Busto Arsizio: l’elenco delle carceri italiane senza spazio sufficiente

Secondo Antigone, ben 25 istituti nel territorio nazionale presentano un tasso di affollamento reale superiore al 150%, con picchi di oltre il 190%. «Oltre a questi casi limite, comunque i numeri delle presenze sono preoccupanti nella maggioranza degli istituti. Infatti, sono 130 su un totale di 190 le carceri con un tasso di affollamento reale superiore al 100% e, dunque, sovraffollate. Sono 49 gli istituti penitenziari il cui tasso di affollamento reale è attestato tra il 100 e il 120%, 56 quelli nella fascia 120-150% e infine 25 che superano il 150%».

I casi più critici si riscontrano negli istituti di Latina, con un tasso di affollamento reale del 194,5%; Milano San Vittore, che con 255 posti non disponibili ha un tasso di affollamento del 190,1%; Busto Arsizio (Varese), con tasso di affollamento al 174,7%; Lucca, con 24 posti non disponibili e un tasso di affollamento del 171,8%; infine l’istituto di Lodi, con un tasso di affollamento al 167,4%.

A livello regionale il tasso di sovraffollamento più alto si riscontra in Lombardia (148,9%). Per quanto riguarda invece le presenze, le regioni in cui gli istituti penitenziari ospitano il più alto numero di detenuti sono: Lombardia per prima (7.962), seguita da Campania (6.726), Sicilia (5.955), Lazio (5.667) e Piemonte (4.015).

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Copertina del “Dossier sulla strage al carcere Sant’Anna”

Carceri italiani e sovraffollamento: Italia tra le peggiori in Europa

Con questi dati, spiega Antigone, l’Italia si conferma tra i paesi con le carceri più affollate dell’Unione europea, seconda solo a Romania, Grecia, Cipro e Belgio.

Italia che detiene ancora il primato in Europa, invece, per numero di persone detenute per violazione della normativa in materia di stupefacenti (Dpr 309/90), in percentuale quasi doppia rispetto alla media europea (18%) e mondiale (21,6%).

Reati contro il patrimonio, contro la persona e stupefacenti: le statistiche sulle ragioni per cui si finisce in carcere in Italia

Rimane pressoché costante la percentuale di persone detenute per violazione della legge in materia di stupefacenti, 34,8% sul totale.

«I dati riportati al 30 giugno 2022 evidenziano il primato di persone detenute per reati contro il patrimonio (31.385) seguiti da quelli contro la persona (23.815), mentre si mantiene sempre molto alto il numero di persone detenute per violazione della legge sugli stupefacenti (19.056). Tra questi, la percentuale più alta di reati è stata compiuta da una popolazione di genere maschile».

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Carcere di Campobasso

Cala la percentuale di stranieri nelle carceri italiane

I dati di metà anno, inoltre, mostrano un calo di detenuti stranieri. «Al 30 giugno 2022, i dati del ministero della Giustizia confermano la tendenza degli ultimi anni: cala il numero degli stranieri detenuti. In assoluto, in rapporto alla popolazione detenuta ed in rapporto agli stranieri residenti. Il totale si attesta infatti sulle 17.182 persone; di queste, 710 sono donne».

Tra gli stranieri detenuti in Italia al 30 giugno 2022, le nazioni più rappresentate, sul totale degli stranieri detenuti sono il Marocco con 3.437 (20%), la Romania con 2.022 (11,8%), l’Albania con 1.852 (10,8 %) e la Tunisia con 1.709 (9,9 %). Per quanto riguarda le donne tra le nazionalità in modo particolare sono rappresentate quella rumena e quella nigeriana.

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Foto: Comitato Verità e Giustizia per i morti di Sant’Anna

Tasso suicidi nelle carceri italiane

Il 1° agosto una donna si è suicidata nel carcere romano di Rebibbia. Si tratta del 39esimo suicido in carcere dall’inizio del 2022.

con i numeri che raccontano sempre più un contesto grave e difficile.

Si tratta di numeri molto elevati, con una media di oltre un suicidio ogni 5 giorni. Numeri simili, evidenziava il recente rapporto curato da Antigone, che a sua volta riprendeva i dati raccolti da Ristretti Orizzonti con il dossier “Morire di carcere”, si sono registrati negli scorsi anni solamente nel 2010 e nel 2011, cioè negli anni caratterizzati da un forte sovraffollamento penitenziario.

«Oggi – sottolinea Antigone – i detenuti sono assai meno che allora, ma carenze e disagi continuano, impattando con più o meno forza nei percorsi delle persone detenute. Ovviamente ogni caso di suicidio ha una storia a sé, fatta di personali sofferenze e fragilità, ma quando i numeri iniziano a diventare così alti non si può non guardarli con un’ottica di insieme. Come un indicatore di malessere di un sistema che necessita profondi cambiamenti».

La natura strutturale del fenomeno è confermata dal confronto con quanto accade fuori dagli istituti di pena. Con 0,67 casi di suicidi ogni 10.000 abitanti, l’Italia è in generale considerato un paese con un tasso di suicidi basso, uno tra i più bassi a livello europeo.

Ma secondo gli ultimi dati del Consiglio d’Europa, l’Italia si colloca al 10° posto tra i paesi con il più alto tasso di suicidi in carcere, dove l’incidenza del suicidio è 16 volte più alta che fuori.

Fonte: rielaborazione su lanci del Redattore Sociale

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