Tracce indelebili: storie di dieci attivisti che hanno cambiato il mondo

Un viaggio nelle vite straordinarie di donne e uomini che hanno lottato in difesa dei diritti umani e dell'ambiente in tutto il mondo. Ci hanno lasciato un'eredità straordinaria, che hanno pagato con la vita. "Tracce indelebili - Storie di dieci attivisti che hanno cambiato il mondo" è il nuovo libro di Osservatorio sui Diritti Umani, l'associazione non profit di Osservatorio Diritti

Pubblichiamo di seguito la prefazione di “Tracce indelebili – Storie di dieci attivisti che hanno cambiato il mondo“, il nuovo libro pubblicato da Osservatorio sui Diritti Umani, l’associazione non profit che gestisce Osservatorio Diritti. Un viaggio alla scoperta di dieci storie incredibili di difensori dei diritti umani che con le loro brevi vite sono riusciti a lasciare segni capaci di tracciare un cammino diverso da quello predominate, costellato di ingiustizie e discriminazioni.

Gli autori sono sei giornalisti, tutti collaboratori di Osservatorio Diritti: Diego Battistessa, Giulia Cerqueti, Alice Facchini, Laura Filios, Irene Masala e Maria Tavernini.

Il bellissimo disegno di copertina, invece, è opera di Gianluca Costantini, artista e attivista che ha messo il suo talento grafico al servizio di importanti cause umanitarie.

Il libro, 210 pagine in tutto, viene inviato ai sostenitori della nostra associazione a fronte di una donazione minima di 17 euro. Può essere un doppio regalo di Natale – per chi lo riceverà e per la nostra associazione, visto che questo sostegno ci permetterà di continuare le nostre attività in favore della diffusione dei diritti umani – ma attenzione ai tempi: possiamo inviarlo solo quando è in corso la nostra campagna di raccolta fondi (quella attuale va dal 18 ottobre al 31 dicembre 2021). L’invio può essere fatto solo in Italia.

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Copertina di “Tracce indelebili – Storie di dieci attivisti che hanno cambiato il mondo” (Ed. Osservatorio sui Diritti Umani)

dalla prefazione di “Tracce indelebili – Storie di dieci attivisti che hanno cambiato il mondo” (di Marco Ratti)

Il mondo è attraversato da persone che all’improvviso fanno traballare gli equilibri che stanno alla base di una società ingiusta. Donne e uomini che assistono a soprusi e violenze nelle loro comunità e che a un certo punto prendono posizione, si ribellano, affinché le cose cambino radicalmente. Assumendosi tutti i rischi del caso. Compreso quello di morire.

Conoscere le loro lotte – piccole o grandi che siano, avvenute decenni fa o appena concluse – ci fa aprire mente e cuore. Ci aiuta innanzitutto a prendere coscienza delle storture del sistema in cui siamo immersi, costruito come una piramide egizia: una base di sfruttamento abitata da tanta gente silenziata e impoverita, contro un vertice costituito da pochi privilegiati, occupati a gestire soldi e potere per evitare che la loro posizione venga messa in discussione. Scoprire quello che sono stati e cosa rappresentano ancora oggi ci permette di interiorizzare che reagire è possibile, che le cose possono cambiare, che un altro mondo può nascere nella misura in cui ognuno di noi contribuisce a questa trasformazione.

Per questo motivo Osservatorio Diritti ha deciso di mettersi sulle “tracce indelebili” che hanno lasciato dietro di sé cinque donne e cinque uomini morti troppo giovani proprio a causa della loro voglia di vivere in una società più giusta, in cui al primo posto venga messa la dignità del più debole, sia questo un malato, una minoranza oppressa, un popolo indigeno. Persone che si sono messe di traverso di fronte a meccanismi criminali che stavano rovinando l’ambiente e le relazioni, anche quando dall’altra parte c’erano pericolosi politici o potenti multinazionali.

Le loro storie non hanno bisogno di essere commentate con troppi fronzoli: è la concretezza della loro vita, di quel che è successo, a parlare per loro. Insieme a quello che è sbocciato dopo la loro morte, rivoluzioni più o meno visibili che agiscono come linfa vitale in chi è alla ricerca di un barlume di speranza, di un esempio da seguire, di una lettura diversa della realtà che ci circonda.

 

Storie di dieci attivisti che hanno cambiato il mondo: Berta Cáceres, Daphne Caruana Galizia, Marielle Franco e Peppino Impastato

Ognuna delle dieci storie che raccontiamo in questo libro sprigiona una forza diversa, ma altrettanto potente. In ordine alfabetico, perché è impossibile stabilire chi presentare prima e chi dopo in base alla loro importanza, queste pagine cominciano con Berta Cáceres, ammazzata nel marzo 2016 nel suo Honduras per la strenua lotta a favore del suo popolo e dell’ambiente e diventata subito un esempio di resistenza per il mondo intero.

Lo scorrere dei capitoli ci porta poi a conoscere altre due donne. La prima è Daphne Caruana Galizia, una giornalista coraggiosa fatta saltare in aria nell’ottobre 2017 nella sua Peugeot 108, a Malta, perché aveva osato mettere il naso nelle oscure trame di gente potente e senza scrupoli. La seconda è la brasiliana Marielle Franco, politica e attivista cresciuta tra le favelas che ha combattuto come un leone in difesa di emarginati e poveri. Fino ad essere freddata a Rio de Janeiro nel marzo 2018, ad appena 38 anni d’età, insieme all’autista Anderson Pedro Gomes.

Il primo uomo che incontriamo è Peppino Impastato, non ha bisogno di presentazioni. Una vita, troppo breve, tutta dedicata alla lotta contro quella «montagna di merda» che è la mafia.

Difensori dei diritti umani da Asia e Africa: le storie di Hevrin Khalaf, Xulhaz Mannan, Thomas Sankara e Ken Saro-Wiwa

Il testo ripercorre poi storie meno note al pubblico italiano, ma che meritano di essere scoperte. Come quella di Hevrin Khalaf, una politica curda con cittadinanza siriana che si è battuta fino alla morte per difendere la pace e i diritti delle donne. O come quella di Xulhaz Mannan, uno dei più noti attivisti Lgbtqi+ bengalesi, ucciso a colpi di machete nel 2016 insieme a un altro giovane attivista, Mahbub Rabbi Tonoy. Sapeva di essere in pericolo, ma non si è fermato.

Arrivano dall’Africa, invece, i racconti di Thomas Sankara e Ken Saro-Wiwa. Il primo è un personaggio controverso, militare, politico e rivoluzionario del Burkina Faso, che ha consumato la sua vita per indicare una strada verso lo sviluppo e la giustizia, fuori da logiche neocolonialiste, tanto da essere ricordato ancora oggi con ammirazione in tutto il continente. Saro-Wiwa, scrittore nigeriano e attivista per la difesa del popolo Ogoni e dell’ambiente, è morto «inorridito dall’umiliante povertà» del suo popolo, «che pure vive in una terra ricca, angosciato per la sua emarginazione politica e per lo strangolamento economico di cui è vittima, indignato per la devastazione del suo territorio, che ne è patrimonio fondamentale, deciso a preservarne il diritto non solo alla vita, ma a una vita decente». Parole sue, che infiammano ancora chi lotta per i diritti in terra africana.

Ebru Timtik e Li Wenliang, il medico che ha dato l’allarme coronavirus

Questa carrellata si conclude con due storie più vicine a noi, almeno cronologicamente. Quella di Ebru Timtik, avvocata e attivista turca di origine curda, condannata ingiustamente per la sua lotta in difesa dei diritti umani e morta nell’agosto 2020 dopo 238 giorni di sciopero della fame a 42 anni di età. E quella di Li Wenliang, un eroe quotidiano, che di straordinario ha soprattutto l’aver fatto il suo dovere fino alla fine: si tratta del medico che ha dato per primo al mondo l’allarme di un nuovo coronavirus, subendo inizialmente le ritorsioni del governo e morendo lui stesso di Covid-19 il 7 febbraio 2020. Un uomo che è diventato suo malgrado modello per tanti cinesi che credono ancora nel rispetto dei diritti.

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Tracce indelebili: gli autori del libro pubblicato da Osservatorio sui Diritti Umani

A guidarci per mano in questi racconti così densi sono sei giornalisti, tutti collaboratori di Osservatorio Diritti: Diego Battistessa, Giulia Cerqueti, Alice Facchini, Laura Filios, Irene Masala e Maria Tavernini. Ognuno si esprime utilizzando il proprio linguaggio, accendendo i riflettori più su un aspetto piuttosto che su un altro in base alla propria sensibilità. Una varietà di vedute che emerge in tutta la sua ricchezza percorrendo queste pagine un po’ alla volta e che dà al libro un valore aggiunto significativo. Insieme alla bellissima copertina di Gianluca Costantini, artista e attivista che ha messo il suo talento grafico al servizio di importanti cause umanitarie e che ha reinterpretato a modo suoi i volti dei protagonisti di questo testo. 

«Il mondo è attraversato da persone che all’improvviso fanno traballare gli equilibri che stanno alla base di una società ingiusta», scrivevo all’inizio di questa prefazione. Arrivato alla fine, dopo aver ripercorso con la memoria racconti, fatti ed emozioni contenuti in queste storie, mi viene da correggere quella frase: le donne e gli uomini di cui scriviamo non hanno solo scosso quegli equilibri di ingiustizia, ma sono anche riusciti a spezzarli. E ora aspettano che qualcuno ne costruisca di nuovi.

2 Commenti
  1. Sara Ricchi dice

    Buongiorno volevo sapere se per l’acquisto del libro “Tracce inelibili” è necessario fare un bonifico o si può fare un versamento tramite bollettino postale. grazie
    Saluti
    Sara

    1. Redazione dice

      Buongiorno Sara, grazie per l’interessamento!
      Inviamo il libro “Tracce indelebili” in omaggio ai nostri sostenitori a fronte di una donazione che può essere fatta via PayPal, carta (in entrambi i casi basta premere sul pulsante “Dona”) o bonifico sull’unico conto che abbiamo su Banca Etica.
      Trova tutte le informazioni qui: https://www.osservatoriodiritti.it/sostienici
      Non è invece possibile usare il bollettino postale, ci spiace.
      Ricordiamo che possiamo inviare il libro solo durante le nostre campagne di raccolta fondi. Quella attualmente in corso si chiuderà il 31 dicembre 2021 a mezzanotte.
      Grazie ancora!

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