Pesticidi pericolosi: i più colpiti in Brasile sono indigeni e contadini

Piantagioni di soia e canna da zucchero spingono all’uso massiccio di pesticidi. Con danni pesanti su popolazione e ambiente: Larissa Mies Bombardi, docente dell’Università di San Paolo. spiega a Osservatorio Diritti il suo studio sull’agrochimica nell’agricoltura brasiliana

Intossicati nei giardini delle scuole, mentre giocano nei cortili. È il destino di molti bambini in Brasile. Sono indigeni, figli di agricoltori, abitanti delle campagne o delle periferie. Ogni due giorni e mezzo una persona muore avvelenata dalla chimica di sintesi, ma il paese continua ad acquistare pesticidi altamente pericolosi. Più della metà di questi composti sono destinati alle piantagioni di soia.

Docente all’Università di San Paolo, Larissa Mies Bombardi si è dedicata allo studio dell’uso dei prodotti agrochimici di sintesi nell’agricoltura brasiliana. Ospite dell’edizione 2020 di Terra Madre Salone del Gusto ha raccontato gli effetti su ambiente e popolazione dell’uso massiccio di pesticidi nel paese sudamericano.

Nel suo Atlante “Geografia dell’uso dell’agrochimica in Brasile, in relazione all’Unione Europea” la ricercatrice sottolinea come per ogni caso di avvelenamento da pesticidi denunciato al ministero della Salute brasiliano ce ne siano altri 50 che rimangono sottotraccia. Ecco cosa ha detto a Osservatorio Diritti.

Quali coltivazioni usano più pesticidi pericolosi?

La coltura per cui sono utilizzati più pesticidi è la soia. Più del 50% di tutti gli antiparassitari venduti al Brasile vengono usati in queste piantagioni. I prodotti chimici più utilizzati sono gli erbicidi a base di glifosato, ma anche Atrazine e Paraquat (messi al bando in Europa, ndr). Si tratta, in alcuni casi, di pesticidi pericolosi.

Il Paraquat è stato proibito in Brasile nel mese di settembre, ma prosegue la discussione relativa alle tonnellate di sostanza ancora stoccate nei magazzini. Negli ultimi due anni le importazioni di Paraquat sono aumentate vertiginosamente, probabilmente perché era nell’aria la decisione di proibire l’erbicida. I pesticidi più pericolosi vengono utilizzati in colture come soia, mais, arance e canna da zucchero.

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pesticidi pericolosi
Un agricoltore spruzza pesticidi sui campi – Foto: Pixabay

A trainare il consumo di pesticidi sono le pratiche agricole o le politiche governative?

Entrambe le cose. Le coltivazioni di soia si stanno allargando velocemente: migliaia di ettari all’anno. D’altro canto, specialmente questo governo, ha dato il consenso all’utilizzo di 600 nuovi pesticidi in due anni. Non era mai successo prima, molti di questi sono pericolosi. Un terzo dei prodotti consentiti in Brasile sono messi al bando in Europa e il 30% è altamente tossico per l’ambiente e la salute.

Lo scorso anno è cambiato il regolamento relativo alle sostanze pericolose per la salute umana. I pesticidi che prima erano considerati altamente tossici ora sono consentiti, come nel caso del glifosato.

Dal 2005 al 2015 il numero di nuovi antiparassitari permessi si aggirava intorno al centinaio all’anno, dal 2018 a oggi ne sono stati consentiti 600.

Perché è così diffuso l’uso di pesticidi pericolosi in Brasile?

Gli interessi economici vengono prima della salute umana e dell’ecosistema. Il governo tutela due interessi principalmente: i proprietari terrieri e le grandi compagnie.

In Brasile i limiti di residui di glifosato presenti nell’acqua potabile sono centinaia di volte superiori rispetto a quelli europei. Non ci sono limiti generali per la concentrazione di pesticidi.

I regolamenti più permissivi sono arrivati quando il paese ha consentito la coltivazione di prodotti geneticamente modificati. Rispetto a quelli europei i limiti brasiliani sono infinitamente più blandi anche quando si tratta di residui nei cibi. Questo ha un effetto anche sulla salute dei consumatori.

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pesticidi più pericolosi
Foto: Pixabayd

Che relazione c’è tra deforestazione e uso dei pesticidi?

Il legame è chiaro perché sono fasi diverse dello stesso fenomeno. Gli incendi e la deforestazione trasformano in pascoli i boschi e in seguito in piantagioni di soia e mais.

Mi sono occupata di realizzare mappature dettagliate. Per verificare i dati devono passare dieci anni, dal momento in cui le aree vengono bruciate a quello in cui si trasformano in piantagioni che utilizzano pesticidi.

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Qual è l’effetto dei pesticidi di sintesi su bambini e ragazzi?

I casi di intossicazione sono più comuni tra i figli dei lavoratori rurali, comunità tradizionali e popolazioni indigene. Sono i più vicini alle piantagioni. I più esposti tra i bambini sono i figli dei lavoratori rurali, coloro che vivono vicino ai campi e i bambini che abitano nelle periferie delle città.

In uno studio sullo Stato di San Paolo, che non ho ancora pubblicato, emerge come i bambini con malformazioni siano molti di più nelle aree di campagna, dove vengono utilizzati più pesticidi, rispetto alla città. E questo nonostante l’area urbana di San Paolo sia una delle più inquinante del paese.

I problemi maggiori in Brasile sono dovuti alla diffusione aerea dei pesticidi. Abbiamo molti casi di bambini intossicati nelle scuole, nelle case di campagna. Sono stata con i miei studenti non lontano da San Paolo in un’area dove c’è una grande piantagione di canna da zucchero. Ci hanno raccontato che quando vedono arrivare l’aereo che spruzza gli antiparassitari invitano i bambini ad entrare in casa per evitare la doccia di sostanze chimiche.

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Un ragazzo nella campagna brasiliana – Foto: Pixabay

Lei ha studiato la relazione tra suicidi e uso di pesticidi: quali sono i risultati?

Su questo abbiamo alcune ipotesi, perché non abbiamo avuto accesso a ciascuno dei casi riportati dal ministero. Esiste un doppio legame tra suicidi e pesticidi. Da un lato, alcuni prodotti chimici hanno tra gli effetti collaterali l’insorgenza di depressione, che può portare al suicidio; dall’altro lato sono uno strumento facilmente accessibile per togliersi la vita. Spesso sono stoccati senza alcuna precauzione.

Non sempre coloro che utilizzano queste sostanze sono informati su come devono essere applicate o conservate. Molti piccoli contadini mi hanno raccontato di persone che hanno tentato il suicidio bevendo pesticidi. In alcuni casi questo era legato a problemi economici, ai debiti.

I pesticidi pericolosi colpiscono anche le popolazioni indigene?

Gli indigeni sono tra i soggetti più toccati dall’intossicazioni da pesticidi. In parte per la loro vicinanza alle piantagioni, ma anche perché i composti chimici vengono utilizzati come fossero armi. I proprietari terrieri li usano intenzionalmente sui villaggi indigeni. Sono una violenza silenziosa.

Esistono due tipi di violenza nelle nostre campagne: una è quella degli omicidi mirati per controllare la terra, l’altra sono i pesticidi. Contadini, indigeni e quilombolas (afrodiscendenti, ndr) muoiono o si ammalano a causa di queste sostanze. Lo chiamiamo anche “colonialismo delle molecole” perché è un modello di agricoltura che prevede l’uso della violenza per il controllo del territorio.

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