Baby: donne e disabilità nel film premiato al Festival del Cinema Africano

Ecco recensione, trama e trailer di Baby, il film che ha vinto la 29esima edizione del Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina di Milano. Nella pellicola, il regista cinese Liu Jie racconta il fenomeno dell’abbandono dei bambini con disabilità in Cina

Baby, il film vincitore del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina 2019 del regista cinese Liu Jie, racconta il fenomeno dell’abbandono dei bambini con disabilità in Cina e della lotta della protagonista per cambiare questo destino.

La disabilità in Cina è un tema complesso, legato a tabù culturali e difficile da affrontare sul piano sociale ed economico. La nascita di un bambino disabile genera nelle famiglie conflitti e conseguenze drammatiche: i limiti imposti sulle nascite, le difficili condizioni di vita e la discriminazione dei portatori di handicap nella società rendono frequente l’abbandono dei nuovi nati.

Liu Jie in Baby racconta la vicenda di una giovane donna che si oppone alla crudeltà e all’abbandono, in un racconto che unisce dramma cinematografico e denuncia.

Baby: il trailer del film di Liu Jie

Disabilità e donne: trama, personaggi e attori del film

La storia è quella di Jiang Meng (interpretata dall’attrice Yang-Mi), abbandonata da piccola perché disabile, impiegata come inserviente in un ospedale. Quando la donna si imbatte in una bambina, anch’essa portatrice di disabilità, si rifiuta di restare indifferente e di condannare la piccola a morte certa, privata di cure.

Decide quindi di rapire la bambina, andando contro la legge e la società. Attraverso il racconto di questa complicata relazione madre/figlia, Baby apre una finestra sulle falle e le crudeltà di un sistema che impedisce alle due donne di prendersi l’una cura dell’altra.

Leggi anche: Uiguri: la repressione della Cina contro i musulmani dello Xinjiang

Iscriviti alla newsletter di Osservatorio Dirittinewsletter osservatorio dirittiIl film di Liu Jie si ispira a tante storie vere, studiate e restituite nella trama di Baby: ecco perché questo dramma riesce a essere così credibile. Baby è un thriller, caratterizzato da un realismo che da sempre contraddistingue il regista, esponente del cinema cinese contemporaneo. I primi piani e le riprese con la camera a mano avvicinano lo spettatore alle protagoniste, oltre che ai temi della storia.

Baby: il film vincitore del Festival del Cinema Africano

Baby è un film che ha avuto una realizzazione complessa, per il quale il regista ha dovuto affrontare difficoltà economiche e persino la censura cinese. Nell’assegnargli il Premio al Concorso Lungometraggi Finestre Sul Mondo del 29° Fescalla – Festival del Cinema africano, d’Asia e America Latina, di cui Osservatorio Diritti è media partner, la giuria ha dato la seguente motivazione:

«Il regista racconta una storia di solitudine e speranza, interpretata magistralmente dall’attrice protagonista e ci mostra l’orrore e la disperazione dei bambini abbandonati in Cina, esplorando con  grande  potenza la forza, la passione e il coraggio di una giovane donna che si batte contro il sistema».

Leggi anche: Uiguri: la Cina combatte il terrorismo imprigionandone 1 milione nello Xinjiang

baby film
Una scena dal film Baby

Con il premio a Baby, il  29° Festival del Cinema africano, d’Asia e America Latina si conferma in questa edizione una manifestazione particolarmente attenta alle tematiche legate al femminile e alle nuove generazioni.

Tra gli altri premi assegnati, una menzione speciale è andata alla regista Beatriz Seigner per Los Silencios; il premio per il Miglior Cortometraggio Africano è stato assegnato alla giovane regista tunisino-americana Meryam Joobeur per Brotherhood. Qui l’elenco dei premi di questa edizione numero 29 del Festival del Cinema africano, d’Asia e America Latina.

Leggi anche: Bambini: i diritti violati di infanzia e adolescenza

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.