Violenza sugli uomini: ecco cosa si nasconde tra le pareti di casa

In Italia sono ancora troppo poche le ricerche sulla violenza sugli uomini. Eppure sono tanti gli episodi di violenza, sia fisica sia psicologica. Ecco la storia di Riccardo, il lavoro dell'Associazione violenza sugli uomini (Avu) e il parere di Barbara Benedettelli, autrice di “50 sfumature di violenza. Femminicidio e maschicidio in Italia”

Ogni 25 novembre ricorre la giornata contro la violenza sulle donne con manifestazioni, iniziative, flashmob e tanto altro. E ogni giorno si sente di donne violentate, aggredite, perseguitate e uccise. Eppure, accanto a questo tipo di violenza, ce n’è un’altra più taciuta, più “sotterranea”. È la violenza sugli uomini da parte delle donne.

A dirlo, ma solo in parte, sono quei pochi dati che vengono fuori da un’indagine dell’Istat pubblicata lo scorso anno, che per la prima volta, analizzando la violenza sul lavoro, ha rilevato anche le molestie a sfondo sessuale ai danni degli uomini.

Una violenza che non ha genere

Sono 3 milioni 574 mila gli uomini che hanno subito molestie di questo tipo almeno una volta nella vita, 1 milione 274 mila negli ultimi 3 anni (l’indagine si riferisce al periodo 2015-2016). Un dato inferiore a quello relativo alle donne, ma pur sempre esistente.

L’Istat, in ogni caso, chiarisce anche che «gli autori delle molestie a sfondo sessuale risultano in larga prevalenza uomini: lo sono per il 97% delle vittime donne e per l’85,4% delle vittime uomini».

E se si va nel dettaglio, le forme di molestia più diffuse tra uomini e donne non sono così differenti, sebbene lo siano, secondo l’Istituto di statistica, quantitativamente: al primo posto tra le molestie ci sono quelle verbali, seguite dai pedinamenti, dall’esibizionismo per arrivare alle molestie fisiche. Sia per uomini, sia per donne.

Nel mondo virtuale le differenze si assottigliano: uomini e donne sono quasi sullo stesso piano per quanto riguarda le molestie sui social network o il furto delle credenziali.

Violenza sugli uomini: meno nota, eppure presente

Oltre ai dati dell’Istat, però, è difficile trovare dati che raccontano il “fenomeno”. E se si pensa che sia così solo perché ci sono meno casi, è di diverso parere Barbara Benedettelli, che alla violenza in generale (senza distinzione di genere) ha dedicato il libro “50 sfumature di violenza. Femminicidio e maschicidio in Italia”:

«Che ci siano meno casi di violenza sugli uomini non è un dato di fatto. In Italia non ci sono indagini ufficiali e largamente condivise che possono confermarlo. E gli uomini, a causa dello stereotipo di virilità e della quasi certezza di non essere creduti, non denunciano».

violenza sugli uomini
Barbara Benedettelli – Foto tratta dal profilo Facebook

Del fenomeno si è occupata «nel 2012 l’Università di Siena, la cui proiezione statistica è allarmante: 5 milioni di uomini vittime degli stessi tipi di violenza che subiscono le donne», continua la giornalista e saggista. «Numeri analoghi sono stati rilevati da Gesef, associazione per genitori separati con sportelli di ascolto in Italia che si è basata su un campione molto simile a quello usato dall’Istat per l’indagine che vede vittime le donne».

La violenza sugli uomini in Inghilterra e Galles

Ricerche sporadiche, che però non fanno emergere il problema, come invece avviene nei paesi anglosassoni che alla violenza, tutta, dedicano maggiore attenzione. In Gran Bretagna, per esempio, il ministero dell’Interno ha monitorato l’andamento del fenomeno in Inghilterra e Galles dal 2005 fino a oggi: se prima la forbice tra donne e uomini vittime era piuttosto ampia, adesso si parla di un 7,9% contro un 4,2 per cento.

«Le donne hanno quasi il doppio delle probabilità di subire abusi domestici», si legge nel rapporto. Si parla di «1,3 milioni di donne vittime e 695 mila di sesso maschile», numeri comunque importanti in entrambi i casi anche se, tiene a precisare il ministero, «le stime non tengono conto del contesto e dell’impatto dei comportamenti abusivi subiti».

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Violenza psicologica sugli uomini: le caratteristiche

Qualche anno fa in Sicilia, esattamente a Catania, è nata Avu, acronimo che sta per Associazione violenza sugli uomini. A fondarla sono stati due avvocati, Massimo Arcidiacono e Alessandro Granieri Galilei (presidente), che si occupano di aiutare uomini «ma anche donne: la violenza non ha genere», precisa subito Arcidiacono.

Tutto è nato «quando abbiamo ricevuto una telefonata di un uomo da Lentini (Siracusa) che ci diceva “Sono disperato, mia moglie mi ha buttato fuori di casa, non posso vedere più i miei figli, sono stato licenziato, sono tornato a vivere con mia madre, ma non ho neanche i soldi per venire con l’autobus a incontrarvi. Non so se devo suicidarmi o sopravvivere“».

Leggi anche: Violenza di genere, il piano nazionale all’esame dell’Università di Padova

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La violenza domestica è la situazione più diffusa

«Quella situazione ha fatto scattare un campanello d’allarme e da allora sono diversi i casi di violenza in cui ci imbattiamo, sia di tipo psicologico che fisico, e questo quasi sempre all’interno delle mura domestiche». Aggiunge il legale:

«È tra i congiunti che si verificano le situazioni più rilevanti. Se nelle dinamiche di coppia l’uomo sfoga la rabbia per lo più dal punto di vista fisico, le donne agiscono di converso sulla psiche dell’uomo».

Un modus operandi, per altro, riconosciuto anche dall’Ordine degli psicologi dell’Emilia Romagna che, constatando che la violenza psicologica è subita anche da alcuni uomini e bambini, sebbene non ci siano ricerche quantitative in proposito, parla della propensione delle donne a utilizzare nell’ambito familiare soprusi psicologici rispetto ad altre forme di maltrattamento.

violenza sugli uomini

Un tipo di violenza sottovalutata anche dalle vittime stesse perché, come spiegano gli psicologi, «non la riconoscono come forma di violenza, specie se si stabilisce come modalità relazionale all’interno della coppia e della famiglia. E invece è una delle più forti e distruttive espressioni manipolatorie di esercizio del potere e controllo sulla persona».

Alienazione parentale: una violenza nella violenza

Aggiunge Arcidiacono: «La violenza sugli uomini da parte delle donne le vede denigrare l’uomo, nelle sue capacità familiari, sessuali, dal punto di vista economico e, quando ci sono i figli, quello che avviene spesso è l’alienazione parentale: gli uomini si vedono privati dei loro bambini per mesi o addirittura anni. Situazioni del genere fanno crollare chiunque».

Molte delle persone che Avu segue hanno in genere «uno stipendio medio o sono freelance, si vedono costretti a cercare un nuovo appartamento, arredarlo e continuare a lavorare mantenendo la lucidità, magari costretti a pagare il mutuo della casa dove la moglie vive con i figli e a dare l’assegno di mantenimento. Questo comporta che se la disponibilità non è sufficiente, l’uomo si trova in seria difficoltà.

«Alcuni dormono in macchina, si lavano a una fontana pubblica, si mettono la giacca e cravatta e vanno al lavoro. Altri pranzano alla mensa della Caritas, giocano d’azzardo pensando di fare quella vincita che cambierà loro la vita. Anche quella patologia è legata in qualche modo alla violenza».

Nonostante questo, come anticipava Benedettelli, sono poche le denunce. «Gli uomini, e in particolare quelli siciliani, si vergognano a parlare di queste cose, temono di sentirsi dire “Ma come: ti fai fare queste cose? Che uomo sei?”. E così spesso tacciono».

Riccardo: «Non riesco più a stare solo con mio figlio»

Ovviamente non succede solo al Sud, ma anche in altre regioni d’Italia. Tra cui la Lombardia, dove in un piccolo comune («preferisco non dire quale», tiene subito a precisare) risiede Riccardo (nome di fantasia), operaio di 46 anni che nel giugno scorso ha visto cambiare la propria vita all’improvviso.

«In un momento delicato, mi sono innamorato di un’altra. Il rapporto con mia moglie non era dei migliori: si litigava spesso, c’erano solo sacrifici che facevo anche e soprattutto per mio figlio di 10 anni, lavorando 7 giorni su 7. E nonostante questo, nonostante andassimo in vacanza, non si era mai felici. Lei ha scoperto che c’era quest’altra donna e la prima cosa che ha fatto è stata svergognami pubblicamente sui social network. Quello è stato l’inizio della fine: nostro figlio stava per partire per la colonia estiva, vedendoci litigare mi ha fatto promettere che mi avrebbe trovato al ritorno. Io ci credevo: volevo rimettere le cose a posto», racconta con la voce rotta dall’emozione.

«Quel giorno ho fatto giardinaggio, mentre lei era uscita senza che sapessi dove andava. Al rientro, quando le ho chiesto spiegazioni, mi ha dato uno schiaffo, mi ha gettato la sigaretta accesa sul viso, si è messa a urlare e sono arrivati i carabinieri. La pattuglia mi ha sequestro le chiavi di casa e in poco tempo mi sono ritrovato buttato in mezzo alla strada. Sono andato a dormire da un amico».

Nonostante questo, Riccardo ci ha riprovato. Lei ha detto “sì”, ma «il giorno dopo sono tornato con la macchina piena delle mie cose e mi ha lasciato fuori. In quella casa non sono più rientrato né sono più riuscito a stare anche solo 10 minuti con mio figlio. È tornato dalla colonia e ha visto che non avevo mantenuto la promessa e non ho avuto modo di spiegarmi».

violenza sugli uomini

In attesa che un giudice gli consenta di vederlo in giorni prestabiliti, Riccardo lo segue durante gli allenamenti (non ne manca uno) e va all’uscita di scuola. Ma non può avvicinarlo:

«Mi metto nel parco di fronte al quale so che dovrà passare quando è con i nonni. Sono costretto a vederlo dietro una ringhiera e nessuna delle mamme e papà che mi vedono lì ha una parola di conforto. E a Natale non l’ho visto per 20 giorni di seguito: non c’erano né scuola né calcio».

Maldicenze, botte e pedinamenti

La violenza psicologica, così la definisce Riccardo («Sì, mi sento una vittima») riguarda poi tutto quello che lui ha costruito intorno a sé:

«Mia moglie mi ha fatto terra bruciata: ha raccontato a tutti che ho abbandonato il tetto coniugale, ha insultato la donna con cui sto e un giorno l’ha pedinata così come sono stato pedinato anche io. Lei era in un’auto con amici e c’era pure mio figlio: mi ha seguito per capire dove stessi andando. L’ho denunciata, ma sono dovuto andare in una caserma lontano da casa: nel mio paese non si sono neanche messi a scrivere cosa dicevo».

Oltre al dolore profondo per il figlio, Riccardo non ha potuto più recuperare nulla di ciò che aveva a casa: documenti, vestiti, persino le gomme dell’auto. «Ne avevo bisogno per andare al funerale di una persona cara, mi ha lasciato con quelle estive».

Quella subita dall’uomo è solo l’apice di una situazione già deteriorata. «Mia moglie la sera metteva la chiave della porta di traverso in modo che non l’aprissi. Allora andavo a dormire in macchina in garage. E questo nonostante mio figlio le chiedesse di aprirmi. Gli diceva di sì, ma non lo faceva. E per fingere che non fosse così, toglieva la chiave dalla toppa prima che si svegliasse. A volte mi picchiava: sono mingherlino e lei robusta. E soprattutto non ho mai voluto difendermi per paura di farle del male».

Perché si subiscono situazioni simili? «Dopo avere vissuto la separazione dei miei genitori, volevo una persona più forte di me, ma non sono stato mai felice anche se le ho chiesto spesso di tornare. E ora lei sta scaricando la sua vendetta sul bambino. Otto mesi di questo inferno sono difficili da sopportare».

Leggi anche: Marcia della pace contro la cultura della violenza

La violenza sugli uomini può essere anche fisica

La violenza sugli uomini non è solo psicologica. Come dimostra anche la storia di Riccardo. «Continuo ad assistere una persona famosa che abita tra Catania e Roma», racconta l’avvocato, «che è stata pugnalata alla schiena dalla ex moglie per futili motivi e non vede la figlia da 6 anni».

Spinte, graffi, morsi e dita schiacciate

Sono tanti i casi che anche Benedettelli riporta nel libro. Nella ricerca dell’Università di Siena emerge un 60,5% di uomini intervistati che parla di spinte, graffi, morsi, capelli strappati, un 51% di lancio di oggetti e, in misura minore, folgorazione con la corrente elettrica o dita schiacciate con la porta. A subire questi atti, ovviamente, non solo uomini, ma anche donne.

Lo scrive la giornalista nel suo libro “Al centro va messa la persona”. E uomini e donne sono entrambe vittime:

«Chi subisce violenza ha le stesse ansie, le stesse paure, gli stessi traumi ed è colpito da forme di violenza molto simili. Solo che le donne oggi sono capite, aiutate, protette. Gli uomini no.

Prosegue la saggista: «Gli uomini maltrattati o uccisi non hanno lo stesso spazio mediatico, anche se il numero è simile come dimostro in un’indagine che ho fatto sugli omicidi del 2017 nelle Ris (Relazioni interpersonali significative). Sono spesso costretti a stare nelle relazioni malate per non perdere i figli, alla fine ci rimettono tutti. Società compresa».

Benedettelli: «Sono necessarie indagini bilaterali»

C’è una soluzione? «Uomini e donne fanno parte di un unico “ecosistema” che deve essere osservato e studiato senza veti ideologici, pregiudizi, narrazioni retoriche e monche che condizionano la percezione collettiva della realtà e impediscono di trovare il modo corretto di “aggiustare ciò che si è rotto”: le relazioni affettive che diventano (o nascono) disfunzionali».

«Occorre fare indagini bilaterali, distinguendo tra violenza di genere (o femminicidio) e violenza domestica che include ogni violenza, anche quella che commettono le donne su altri componenti (maschi o femmine) delle relazioni interpersonali più significative».

«Non ci sono vittime di serie A e vittime di serie B. Tutti e senza distinzione alcuna, come recita anche l’articolo 3 della nostra Costituzione, hanno il diritto di essere ascoltati, tutelati, sostenuti. Lo chiede anche la Convenzione di Istanbul che riconosce gli uomini come possibili vittime di violenza domestica».

27 Commenti
  1. Danilo dice

    Se può esservi di aiuto ho vissuto una esperienza simile alle molte descritte. sicuramente non sono un santo e non scarico la responsabilità delle discussioni sulla mia ex, ma fino ai 6 anni di mio figlio ho subito violenze fisiche continuamente … ma vi assicuro che erano il meno, schiaffi e calci passano in secondo piano davanti al sentirsi sminuiti costantemente … “padre di merda” “fallito” … e per qualche motivo misterioso quelle parole mi bruciavano. Ora sono 4 anni che ho trovato, grazie ai consigli di due collaboratori più anziani di me, la forza di andarmene e ho affrontato il terrore delle conseguenze. Posso dirvi che nel mio caso ho ricominciato a vivere, si pago il mutuo solo io, si le verso un assegno mensile, si ancora mi attacca e accusa di qualunque cosa… ma ora quando sono con mio figlio siamo sereni e felici, con la mia nuova compagna sono sereno e innamorato e le parole di fuoco non bruciano più. Certo ogni tanto mi innervosisco ma non ci sono paragoni rispetto ai mostri che si sono affacciati alla mia mente in quello che mi sembra un passato di un’altra vita. Tutto questo solo per dirvi che vi capisco, capisco la frustrazione, capisco il senso del dovere, capisco la paura non di essere creduti… ma spesso andarsene è la scelta migliore per tutti sebbene abbia un prezzo

  2. Antonio dice

    Tanta solidarietà a tutti. Il tipo di violenza che esercita la donna può essere devastante per la mente maschile. Premetto di essere una persona pacata e con un forte autocontrollo, ma in alcune occasioni questo non basta e, nonostante faccia di tutto per allontanarmi e resistere, vengo braccato, come una preda, e costretto a subire ulteriori attacchi verbali che spaziano dal semplice pianto allo sfogo paranoico più pesante, in ogni caso sono martellanti e ripetuti anche per ore e se, durante questi, cerco di spostarmi in un’altra camera, mi si butta davanti così da poter dire di essere stata spinta o maltrattata da me.
    Dopo arrivano le sue scuse e i suoi mi dispiace, che però durano solo fino al suo scoppio successivo dove è lesta a rimangiarsi tutto. E poi controlli continui, telefono, ufficio, amicizie, nulla di ciò che faccio io è sano o legittimo (per non parlare del tempo passato con la mia famiglia, sempre con l’orologio in mano), nulla di ciò che lei desidera alla fine le da felicità, vuole mille cose, ma nessuna cosa la soddisfa, e non parlo di richieste onerose, ma anche semplici richieste di attenzioni, un weekend con lei anche felice il lunedì diventa “…però avremmo potuto…” , “…se fossimo andati da quell’altra parte….”, le fai un gesto carino o affettuoso, la sua risposta è “si però non mi dici mai cose carine”, le dici cose carine, “a parole sei bravo, ma poi ti fai sempre i fatti tuoi e a me non pensi mai”,

  3. Manuel dice

    Ciao tutti,prima di tutto scusate se non parlo bene l’italiano,io sono un uomo e il mio partner e altro uomo,la situazione torna irrespirabile spesso,lui mi insulta mi dice tutto mi minaccia con cose orribili,mi grida forte,non mi lascia visitare la mia famiglia ,e molto geloso anche mi vuole obbligare a fare cose che non stanno bene,io adesso sono in quarantena per avere contatto con covid positivo,per fortuna sono negativo ma lui mi dice que devo uscire,ma io dico devo restare 14 giorni a casa perché e la legge e lui torna come un animale selvaggio mi dice di tutto così durante 1 ora”figlio de p…, stupido,tu non sei bravo,parla male di me con altre persone davanti” il ragazzo che pensava che era meravigioso ha tornato in un vero inferno.
    La casa dove abitiamo e mia,io non voglio buttarli mi voglio andare a un appartamento di renta e come lui non lavora non ha soldi vado a mettere luce acqua al suo nome finché le autorità li buttano di lì per non pagare.
    Grazie per leggere.

  4. Stefano dice

    Anche io sono in una situazione terribile, ho conosciuto una ragazza nigeriana che subito sembrava voler farsi aiutare oggi invece sono io che ho bisogno di aiuto.. Se non tiro fuori soldi tutti i giorni non mi permette di dormire o lavorare, mi accusa di non fare niente per lei e che anche dovesse mai trovare lavoro io le dovrei comunque dare soldi perché deve mantenere la sua famiglia e delle altre persone. Ha voluto un figlio da me e adesso è anche peggio perché la richiesta di denaro sotto minaccia e peggiorato. Io sono un artigiano e non ho possibilità né possedimenti da poter continuare a placare la sua sete di denaro. Mi prende in giro e mi umilia su tutto, come se fosse posseduta dal diavolo, mi ricatta e so benissimo che le interessa mandare i miei soldi chissà dove. Non posso difendermi, penso che presto andrò via di casa e avrò bisogno di aiuto. Purtroppo credo che in questo periodo tante di loro stanno truffando molti uomini italiani e che forse lo stato debba intervenire prima che sia troppo tardi.

  5. Rudi dice

    Mia moglie è diventata completamente diversa con il passare degli anni. Mi accusa continuamente di farle passare una vita indegna. Ha voluto che comprassimo una casa lontana da amici e parenti con cui potevo per lo meno avere un rapporto verbale senza che mi si offendesse. Grazie a lei ho problemi anche sessuali , sono convinto che in casa non sono in grado di fare nulla e sono sicuro di non essere di esempio per i figli. Faccio in casa il cuoco, il giardiniere, l’uomo delle pulizie, il manutentore, il segretario di lei, il bambinaio(perché appena è possibile non si esce da casa dicendo “stai con i bambini che io non ce la faccio a portare anche loro in giro”) e vengo sempre accusato di non far nulla anche se dopo ore e ore nei cantieri vorrei essere compreso non assolutamente ringraziato. Sono ormai alla frutta e ogni giorno mi cadono fiumi di lacrime dicendo che non ce la faccio più, che questa non era la mia vita, che non la voglio più la vita. Ma ho bambini e non posso prendere e andarmene. Ogni giorno pensando a come vengo trattato ho nausea e vertigini. Non auguro a nessuno di trovare una donna falsa e meschina come l’ho trovata io

  6. Fin che ho fiato vado avanti dice

    La mia compagna oggi, dopo aver foto e buttato dei giochi dei nostri figli, si è infuriata con me, perché le avo chiesto il perché non porta rispetto alle cose di altri.
    Non sto a raccontare ciò che è accaduto per circa due ore, ma posso assicurare che non ho reagito neppure quando per due volte mi ha messo le mani al collo nel tentativo di farmi male ( e ci è riuscita) i bambini urlavano il più piccolo era impietrito e il più grande si è nascosto, prima dietro i giochi, poi sotto i cuscini……nonostante questo, lei ha poi chiamato il 112 dicendo che la stavo picchiando.
    A quel punto l’ho ringraziata, perché così, l’avrebbero portata in ospedale per accertamenti e io avrei potuto farmi visitare e mostrare i video della telecamera nascosta in camera dei bambini a sua insaputa ( ho sempre avuto il terrore che li picchiasse in mia assenza),
    Lei a quel punto ha richiamato subito il 112, dicendo che aveva avuto solo paura.
    Ora i bambini sono dai miei genitori ( che non hanno mai saputo nulla delle aggressioni che ho ricevuto fino ad ora, anche se vedono che lei ha un carattere violento), ma forse , questa volta è davvero tutto finito….ho solo il terrore di perdere i miei figli e che lei continui i maltrattamenti su di loro e in futuro, loro lo facciano su altre persone o figli.
    Per questo sono sempre stato con lei e se lei lo vuole ancora, dovrò continuare a sopportare e rimanere, oltre al fatto che per noi uomini, non c’è nulla e per chi come me, sta con una così, non ci sono neppure amici che possono ascoltare uno sfogo.
    Ho solo un consiglio da dare a chi può:
    Se non avete figli, non abbiate paura di rimanere soli, allontanatevi, salvatevi.

  7. Aniello dice

    Ho 50 anni e la mia vita è un inferno da quando è nata mia figlia. Ho resistito 14 anni solo per il suo bene, ma adesso non ce la faccio più. Mia moglie è completamente impazzita e io non so che fare. Non esiste nessuno a cui rivolgersi e nessuno ci crede. Aiuto, per favore, aiutatemi.

  8. Emanuele dice

    Salve scrivo solo per avere qualche consiglio ,spiego in breve….sono sposato da circa 4;anni con mia moglie che conobbi qualche mese prima di sposarci lei aveva già un figlio che mi raccontò ebbe perché un uomo la violento….da qui io mi dissi poverina e volevo prendermi cura di lei…..dopo il matrimonio però circa un anno dopo scopri da parati di lei che lei si tiene isolata e non vuole io parli con nessuno ,cmq scopro che non è stata violentata ma che era fidanzata col padre del ragazzo….allora io le chiedo spiegazioni lei piangendo mi dice che si vergognava perché il padre del ragazzo la picchiava e lei lo aveva lasciato e che le violenze erano vere…non più una tante….vabbè le accordo il beneficio del dubbio….ora per essere brevi ….mia moglie avvolte mi scrive o racconta a suo figlio o altri che io le alzo le mani provo a violentarla cose appunto inesistenti ….spiego che ci sarebbero segni di lotta o persino le prime volte contattato la sua famiglia lei poi nego che io le abbia mai fatto male o violenza sessuale ,tuttavia in questi giorni queste sue fantasie aumentano e persino andata da dei religiosi perché mi aiutino a scacciare il demonio dentro di me perché voglio farle del male e perfino arrivata in giorno a dire ad amici suoi che io volevo ucciderla ,questi suoi amici non mi hanno negato che è lei a raccontare queste cose….ora io mi trovo a stare molto molto male prendo perfino pillole per la pressione perché in 4 anni la mia salute e peggiorata tanto essendo coinvolto in queste cose spiacevoli ,ho provato a lasciarla allontanarmi ma lei racconta io lo abbandonata non che mi allontano perché lei racconta la violento ecc…
    Praticamente la sua famiglia si estranea dalla cosa perche un uomo deve risolversi l cose da solo….Boo….la mia famiglia è offessa cmq perché abbiamo avuto un doppio lutto in 2 giorni sono morte mia sorella e mia zia e mia moglie e voluta partire con me ma li ha iniziato a comprarsi dolci stare tutto il tempo per i fatti suoi in un altra stanza poi ha litigato si è andata a fare i capelli ed e ripartita da sola….insomma cose che non si fanno in un lutto dimostrando non avere rispetto ne per me ne per il mio dolore….ora in questi giorni lei continuava a dire che volevo farle del male io provando a cercare di risolvere questi problemi o cercato di fare gran rumore coinvolgendo quei religiosi che lei aveva chiamato ,spiegando che lei ha detto a suo figlio che io la violento e la picchio da tempo ed il bambino stesso ha detto è quando ? Avresti segni avrei sentito le grida….io ho spiegato queste cose al religioso nel frattempo lei tornando dal lavoro a chiuso la porta dove io ero e a iniziato a gridarmi dai picchiami…so che vuoi picchiarmi io frettolosamente ho messo la camera f l Cell accesso per fare vedere che nessuno la stava picchiando poi e uscita io chiamando appunto aiuti facevo presente cosa aveva detto e lei negava come fosse appena tornata lo stesso istante….più avanti negherà che io la stupro da tempo che la picchio dirà poi che lo stuprata solo la sera prima….volevo andarmene anche perché e andata a raccontare io ho speso 500 euro in giochi quindi sono andato a prendere l estratto conto della mia carta per mostrare che le mie spese da mesi sono spesa e ricarica Cell ,lei a me solo ammette questa cosa non essere vera,poi riduce lo stupro in un tentativo mio di stuprarla la sera prima che lei con la sua forza a impedito ….ripeto non ho mai alzato le mani ma lei dice poi non glielo alzate….allora come dici c’è stato un tentativo di stupro senza una violenza? Ecco io oggi scrivo queste cose mentre ancora lei avvolte mi scriva di ammettere che le volevo fare del male….io non so cosa fare vorrei fuggire ma allo stesso tempo mi sembra mia moglie abbia davvero bisogno di amore,ieri sera piangeva diceva non farmi male non farmi male io lo abbracciata dicendo che nessuno le stava facendo del male e di calmarsi….che non c’era stata nessuna violenza ….solo una cosa ho scordato ero uscito per informarmi per i biglietti per andarmene e lei li mi scriveva che avevo fatto tutto questo per avere la scusa per abbandonarla che la stavo abbandonando di nuovo….io le ho spiegato che nessuno può stare con una donna che inventa vuole ucciderla la picchio la violenta….e che appunto se queste cose fossero vere lei per prima dovrebbe farmi la valigia….ma a questo risponde altro come fosse un gioco malvagio dicendo io la voglio abbandonare…..io amo mia moglie ed e una donna lavoratrice ma non riesco più a vivere calmo o l ansietà di cosa dirà domani di come mi potrò dimostrare innocente ,perché lei inizia a piangere e ti guarda in faccia mentre ti dice cose mai successe ,per poi negare tutto ho in parte poco dopo….io vivo in incubo sento davvero di stare morendo ogni giorno e non capisco perché non la lascio da un lato io ho avuto solo lei come donna essendomi sposato cristianamente preservandomi per il matrimonio ,lei e la prima è unica donna con cui ho provato l amore fisico…. è non mi sento di abbandonarla davanti a Dio ho giurato di stare con lei nel bene e nel male….ma tutto questo mi sta uccidendo.

  9. Erika dice

    Mio suocero è invalido e viene maltrattato dalla moglie vorrei avere un numero da chiamare per chiedere aiuto chi si può contattare?

  10. Miki dice

    Salve sono un ragazzo di 30 anni e penso che queste dinamiche sono terribili io sto una ragazza di 27 e non ho mai visto tanta cattiveria in vita mia controllo ripetuto possesso divieti mi sento opprimere ho scoperto che una narcisista ho paura che mi potesse mettere mio figlio di 4 anni contro perché è capace di tutto di sbattermi fuori casa di chiudermi a chiave dentro casa e voler litigare pesantemente anche se c’è il bambino di mezzo violenze verbali a non finire io non so cosa fare perché mio figlio non può subire tutto questo ed io mi sento bloccato dalle sue reazioni aggressive e pericolose grazie

  11. simo dice

    Diciamo che anche se non bella come cosa, mi ha sollevato un po’ vedere che non sono il solo a subire violenze psicologiche, ed anzi se ci troviamo su questa pagina e perchè siamo ancora in cerca di una risposta. Credo che anche voi come me, a volte vi chiediate :ma sono io il problema? sbaglio io?
    Ma poi a mente lucida, capisco proprio di non essere io. siamo insieme da 10 anni , abbiamo 2 figli piccoli , lei non lavora e ha poca intenzione di farlo , pensa costantemente a se stessa , a farsi in continuazione foto, vuole sempre complimenti e anche se glieli faccio 2 ore dopo dice che non le faccio mai complimenti. Inventa sempre cose assurde nei miei confronti, mi accusa di cose inesistenti, mi attacca di continuo per tutto , la mia famiglia è piena di difetti invece la sua e perfetta. Non si riesco a godermi una giornata, perchè parla , anzi sparla sempre di qualcosa o qualcuno. Quando le dico di smetterla che sta delirando,che cerca sempre di litigare, lei rincara la dose , dicendo cosa credi che se ti trovi un altra a te ti vuole? che rimani senza soldi , perche mi devi passare il mantenimento ecc ecc, che mi farebbe passare l’inferno e tanto altro….
    mia suocera difenderebbe i suoi figli pure con torto marcio, quindi non posso contare nemmeno su di lei.
    grazie per lo sfogo , mi ha fatto bene leggere e scrivere

  12. Giuseppe dice

    Mia moglie soffre di patologie schizofreniche e la sua famiglia ruba dai conti correnti di mio suocero e poi mi aggrediscono spero presto finisca tutto abbasso la violenza contro gli uomini spero sia solo un brutto sogno

  13. Giuseppe dice

    Anke io subisco continue violenze psichiche e fisiche da mia moglie e sua famiglia con aggressioni anche verbali pesanti diffamazioni e insulti

    1. Giuseppe dice

      Lo zio di mia moglie si è appropriato indebitamente di parte eredità mia moglie continua difenderlo e lui accusa e diffama me si puo fare violenza in tanti modi

  14. Ale dice

    Difficile parlarne… ma ci proverò : A 40 anni mi sento un uomo finito…Ho perso tutta la stima in me stesso…ingoio ogni giorno violenze verbali e psicologiche inimmaginabili…ogni giorno accuse assurde…litigi basati su fatti e problemi totalmente inventati…come può una persona farlo solo per il gusto di farne soffrire un’altra…? Non ho neanche mai lontanamente pensato di reagire ai suoi pugni ,ai suoi schiaffi e ai suoi tradimenti… La mia anima soffre da morire, ma mai quanto soffre il mio cuore al solo pensiero che le minacce di portarmi via la mia “unica ragione di vita” si concretizzino. Vivo con i miei suoceri che giudicano la propria figlia come cattiva , bugiarda e irresponsabile (parole loro…)e che sono basiti quanto me di come una mamma possa essere continuamente insofferente verso la propria figlia di 5 anni (la sgrida per ogni cosa che ogni bambino di quell’età fa…!?) Mia suocera piange insieme a me e mi implora di non mollare la sua nipotina nelle mani di sua figlia…. resisto perchė ogni giorno in piú che posso stare accanto a mia figlia e fare il padre ė un giorno in piū che il mio cuore batte d’amore per quella meravigliosa creatura che abbraccia il suo babbo e gli chiede “di non lasciarla mai per sempre sempre”….

  15. Umberto dice

    Naturalmente non sono stato ad elencare tutto ciò che fa e le cattiverie continue nei miei confronti e verso la prima figlia… I suoi sono santi e i miei pezzenti e infami.. Mi fermo qui, perché dovrei scrivere un libro, e forse non basterebbe.
    Scusate per lo sfogo.

  16. Umberto dice

    Mi trovo nella stessa situazione… Vivo purtroppo con una donna con problemi psicologici in cura al CSM. Mi fa violenze verbali e ricatti continui. Dopo dodici ore di lavoro, tornato a casa, comincia ad urlare e pretende che gli prepari cena… Gli chiedo perché non lo a fatto lei, visto che è a casa, e li comincia la guerra… insulti.. Urla e lancio di oggetti, o si chiude in camera e rovescia tutto in aria. Il problema più importante che ho una bambina di sette anni, che deve puntualmente sopportare le sue sceneggiate. Come può crescere questa bambina? Con quali valori? Che idea si farà di come è la vita.. Penserà che sia la normalità urlare e trattare le persone a calci e sottomettere. Ho chiamato più volte il CSM, chiedendo di parlare con il dottore che la in cura, e ogni volta mi è stato negato, nonostante sia il marito, mi sono sentito dire, che doveva essere presente anche lei. Premetto che lei è stata ricoverata in spdc, e il primario mi disse, “ha una capacità di raggirare le persone incredibile… Sono arrabbiato, perché è riuscita a farlo anche con me che sono un primario di psichiatria!” Perciò capite con chi ho a che fare! Chi mi può dire a chi rivolgermi o come fare, per tutelare sopratutto mia figlia, che non ha colpa di tutto ciò.

  17. anonimo dice

    molte donne usano una violenza verbale e a volte anche fisica che è di gran lunga insopportabile, gli uomini a volte non fanno che reagire a questa violenza quando non ce la fanno più. Sarebbe necessario un centro di ascolto per gli uomini in crisi per aiutarli a venirne fuori da queste situazioni prima che passino da vittime a carnefici

  18. sasha dice

    credo che queste persone violente abbiano avuto cattivi esempi durante l’infanzia,per cui si comportano come si sono comportati i loro genitori, essendo l’unico esempio/trauma che han ricevuto. Un pò mi fanno pena e credo dovrebbero ricevere delle cure psichiatriche adeguate e non una denuncia.

    1. Anonimo dice

      Non capisco come mai, quando la vittima è donna, le si sta vicino e si condanna (giustamente) l’uomo e si denuncia; quando è la donna a compiere violenza, si pensa che sicuramente è stata in qualche modo costretta a compiere violenza e viene giustificata continuamente… perciò no, come gli uomini violenti vengono denunciati e non sono sottoposti a cure psichiatriche adeguate, anche le donne violente devono essere trattate nello stesso modo

    2. Anonimo dice

      Non capisco perché dovrebbero avere un trattamento diverso, e non essere denunciate, non è forse comunque violenza quella che compiono?

  19. carmine dice

    sonoi stato accoltellato da una donna violenta ubriaca. ebbene, la polizia ha fermato l’ambulanza con me che perdevo tanto sangue e alla fine dopo oltre mezz’ora che perdevo sangue con tono derisorio un poliziotto si è avvicinato e ha detto va bene, abbiamo visto che la donna non ha un graffio, potete portarlo al pronto soccorso. dopo la violenza fisica le torture psicologiche dei poliziotti. c’è una discriminazione assurda che rende la violenza di genere un fatto di monopolio dell’uomo verso la donna, mai il contrario.

  20. Kenzia dice

    L’istituzione familiare è un fallimento sociale.

  21. roberto dice

    Parlando di violenza vi posso dire che mi trovo in una situazione piuttosto inbarazzante anche nel raccontare,stando con una compagna mi trovo a combattere una violenza psicologica di tutti i tipi,accompagnato da un’ultimo episodio accaduto ieri..a suon di schiaffi,graffi e parolacce di ogni tipo vergognoso.. mi ha seguito,dopo una volta a casa non ha voluto farmi entrare dentro..dopo vari tentativi mi ha aperto prendenfomi a paroloni ecc,come dicevo,con segni evidenti sul corpo.con molta calma non ho reagito per non passare dalla parte del torto..ma cosi astuta da farsi lei stessa dei segni a dosso per darmi una colpa registrando il tutto con parole false non vero..la notte mentre dormivo mi ha fatto iruzione in camera continuando con parolacce.. fino a farla uscire dalla camera..la mattina mi fa iruzione unaltra mentre dormivo cercando di spingermi con schiaffi,pizzichi e pugni addirittura con una testata..questo e’ quello che mi capita..non so che fare come comportarmi..

    1. anonimo dice

      scappa finché sei in tempo altrimenti non ne esci più, un consiglio fraterno

  22. Massimo dice

    Un appuntato dei Carabinieri mi disse , e inutile che le mi faccia vedere i suoi lividi, se non al pronto soccorso con una forbice nella pancia noi non le crederemo mai, se invece venisse sua moglie(ora per fortuna ex) anche con un brufolo rotto , noi verremmo a casa sua a prenderla! e si fece una risata . Le violenze della mia ex moglie erano per scaturire da me una reazione per avere la scusa per denunciarmi e farmi uscire da casa, il sostituto scalpitava ad entrare! mia figlia in palestra mi nascondeva con l’asciugamano i lividi perchè si vergognava , avevo paura di reagire , i miei figli avevano bisogno di me.

  23. Paola dice

    Dove risiede il male? Perché tra le mura domestiche? Mancanza di valori condivisi nel formare e nel procedere nell’assetto famigliare..

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