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Migrantes: il viaggio di Bianchini diventa un fumetto

Migrantes è un libro basato su una vera avventura. Quella vissuta da Flaviano Bianchini, il fondatore di Source International che ha condiviso la rotta dei migranti centroamericani attraversando il Messico senza passaporto. I disegni sono di Giovanni Ballati

Migrantes, edita da Shockdom, è una graphic novel unica, perché l’autore – Flaviano Bianchini, ambientalista e attivista per i diritti umani, fondatore e direttore dell’organizzazione non governativa Source International – è un cittadino italiano che ha abbandonato la propria identità per assumere quella di un migrante che attraversa il Messico fino a Tucson, Arizona (Stati Uniti).

Un libro basato su una storia vera

È una storia vera, perché Bianchini, dopo aver abbandonato il suo passaporto alla frontiera tra Guatemala e Messico ed essersi finto originario dell’Amazzonia peruviana, si è aggregato ad altri migranti che attraversavano su una zattera il fiume Suchiate.

Da lì, la sua vita diventa un girone infernale lungo ventuno giorni, che inizia nel doppiofondo di un tir gigantesco, stretto senz’aria con altre 45 persone per 24 ore di un tragitto interminabile, per raggiungere Tenosique di Pino Suarez (Stato di Tabasco), e lì poter prendere il treno.

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migrantesMessico: in viaggio sulla “Bestia”

Il treno è quello conosciuto come “la Bestia“, che trasporta solo merci e su cui i migranti viaggiano aggrappati. «Mai dormire», si ripete di continuo Aymar Blanco, come ha scelto di chiamarsi Flaviano. Chi si addormenta, cade, come ricordano le grida di quelli che si ritrovano giù dal treno, spesso con un braccio o una gamba maciullati.

La Bestia è l’unico mezzo che permette di attraversare il Paese, anche se – annota l’autore in uno degli intermezzi – in bassa stagione servono poco più di 100 dollari per volare da Città del Guatemala alla California. Purtroppo, però, alcuni passaporti non garantiscono il diritto di salire su un aereo, di attraversare confini.

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Il confine? Un’invenzione violenta

«Che poi che cosa è un confine? Cosa è una frontiera?», si chiede Bianchini. Che risponde:

«Il confine e il concetto di cittadinanza sono le due invenzioni più violente della storia dell’umanità».

La prefazione di Migrantes la firma Marco Rizzo, il giornalista, scrittore e fumettista che con Lelio Bonaccorso ha pubblicato Salvezza, anche in questo caso un diario di bordo, scritto e disegnato a borgo della nave Aquarius impegnata in nuova missione nel Mediterraneo.

Una scelta felice: non c’è grande differenza tra il Mediterraneo e il Messico. Scrive Rizzo: «Flaviano Bianchini è una persona generosa […]. Ci vuole grande generosità per rischiare come ha rischiato Bianchini, in nome solo (si fa per dire) dell’amore per la verità, del rispetto del prossimo, della volontà di testimoniare. Diventando il marinaio peruviano Aymar Blanco, insolitamente alto ma dall’insospettabile accento, rinunciando alla sua identità, al suo passato, a quello scudo marrone chiamato passaporto, Bianchini ha annulato sé stesso diventando uno degli innumeravoli senza nome che attraversano il Centro America [e il Messico] verso il sogno americano».

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Migrantes: il fumetto disegnato da Giovanni Ballati

Le tavole di Migrantes, firmate da Giovanni Ballati, ci fanno vedere queste persone, ne raccontano la storia. Hanno famiglie, figli; avevano un lavoro, scarsamente pagato. Hanno paura, hanno avuto paura di morire in Paesi estremamente violenti.

Sono migrantes perché non hanno altra opportunità. Sanno essere solidali tra loro, non perdono l’umanità. Incontrano un Paese solidale, il Messico dal basso che si è organizzato per dare sollievo ai migranti che lo attraversano, il Messico delle Patronas di Veracruz e delle Case del Migrante che offrono un alloggio sicuro, un letto per la notte, cibo.

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Dal libro di Bianchini alla caravana dall’Honduras

Letto il libro di Bianchini, vale la pena soffermarsi sulle immagini della carovana di migranti centroamericani (soprattutto hondureñi) che, dopo aver attraversato il Guatemala e il Messico, è arrivata a Tijuana. Sono loro i compagni di viaggio di Aymar Blanco.

Sono vittime della violenza di Stato e di quella delle pandillas. Sono figli di un Paese che non è mai uscito dal colpo di Stato del giugno 2009 e ne ha vissuto un secondo nel novembre del 2017 (per approfondire leggi: Honduras pronto ad esplodere dopo le ultime contestate elezioni). Poco più di un anno fa.

A loro Giovanni Ballati, fumettista e illustratore dagli anni Novanta, ha dedicato sul proprio blog una tavola. Il tiitolo è “Il mondo di sta muovendo“. Nel testo c’è l’articolo 13 della Dichiarazione universale dei diritti umani, di cui ricorreva il 70esimo anniversario lo scorso 10 dicembre, in tre lingue:

«Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese».

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