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Fracking: cercare gas e petrolio così fa male ad ambiente e diritti umani

La storia dei primi attivisti anti-fracking a essere stati imprigionati in Inghilterra diventa un'occasione di mobilitazione contro questa pratica di ricerca di gas e petrolio nel sottosuolo. La società civile contesta terremoti, danni ambientali e violazione dei diritti delle comunità locali

Sono liberi i tre attivisti inglesi incarcerati a fine settembre per reati contro l’ordine pubblico. Nel luglio 2017 avevano protestato pacificamente contro le operazioni di fracking, la fratturazione idraulica delle rocce del sottosuolo per estrarre idrocarburi, che la compagnia Cuadrilla sta portando avanti con l’avvallo del governo inglese a Blackpool, nella contea di Lancashire, nel nord-ovest dell’Inghilterra. «Se le persone vanno contro la legge per l’obbligo morale di impedire l’incremento dell’industria fossile, non dovrebbero essere messe in carcere», sono state le parole dei tre, Simon Blevins, Richard Roberts e Rich Loizou, appena usciti dalla prigione.

Terremoti e fracking: mobilitazione in Lancashire

La loro azione si è inserita all’interno di una mobilitazione che attivisti e comunità locali stanno portando avanti per bloccare le operazioni di fracking, iniziate nei dintorni di Blackpool dalla Cuadrilla nel 2014. Come confermato dalle impercettibili scosse che si ripetono in questi giorni e che hanno portato a una temporanea sospensione degli scavi, i timori riguardano sia il crescente rischio sismico che le operazioni di fracking possono provocare nella zona, sia, in un’ottica più generale, il riscaldamento globale: estrarre più gas (o più petrolio) e averne di più a disposizione significa inevitabilmente un aumento delle emissioni inquinanti.

«La nostra missione è proteggere l’ambiente per i nostri figli e per le future generazioni. Mobilitarsi ora permetterà di salvaguardare la salute e il benessere delle nostre comunità dagli effetti dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e dai movimenti sismici», hanno scritto gli attivisti della Frack Free Lancashire di cui facevano parte anche i tre uomini rilasciati.

Cos’è il fracking: ricerca di petrolio e gas dal sottosuolo

Il fracking, la fratturazione idraulica, è un processo che permette di estrarre il gas e il petrolio contenuti nelle rocce del sottosuolo. Il terreno viene perforato da un getto di acqua ad alta pressione fino a raggiungere i giacimenti sotterranei di gas e petrolio che vengono rilasciati e spinti in superficie dalla soluzione di acqua, sabbia e componenti chimici con cui le rocce vengono colpite.

Se per gli attivisti lo sfruttamento degli idrocarburi sottoterra attraverso il fracking è motivo di forti timori, per le compagnie e i governi è invece un modo per ottenere gas e petrolio da fonti ancora intatte e a costi minori di quelli di importazione.

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UK: rassicurazioni dalle autorità inglesi sul fracking

«Il shale gas (gas da argille, ndr) ha il potenziale di garantire al Regno Unito una maggior sicurezza energetica nazionale, crescita economica e posti di lavoro, e potrebbe avere un ruolo importante nella nostra transizione verso un futuro con meno carbone», ha scritto il Dipartimento per la strategia energetica e industriale del governo inglese.

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Anche dal punto di vista della sicurezza, secondo le istituzioni inglesi, non c’è nulla di cui preoccuparsi: esiste un’Autorità per il Gas e il Petrolio (Oga) che monitora tutto il processo, rilascia le concessioni, approva i programmi di sviluppo e supervisiona i lavori. Il rischio di una sismicità indotta non viene escluso anche se, nel caso «venga registrato un evento sismico con una magnitudine pari o superiore a 0,5ML sulla scala Richter, l’azienda fermerà le operazioni e ridurrà la pressione della fonte, terrà monitorata la sismicità e i movimenti del terreno per determinarne le cause e capire se siano in linea con il piano».

Mappa e significato delle proteste della società civile

Parole che non sembrano rassicurare gli attivisti e le comunità locali inglesi che dal 2011 si sono mobilitate contro il fracking. Dopo la moratoria decisa dal governo in quello stesso anno, le proteste sono riprese nel 2013 con una serie di partecipate manifestazioni contro un nuovo sito per l’estrazione di gas sotterraneo a Balcombe, nel Sussex occidentale.

Altre proteste sono avvenute a Salford quello stesso anno, ma ormai il governo era deciso ad andare avanti sul fracking.

A partire dal 2014 nuove mobilitazioni si sono verificate a Blackpool nella contea del Lancashire. È in questo contesto che l’anno scorso i tre attivisti hanno promosso una protesta non violenta, ostacolando per ore le operazioni e i movimenti dei mezzi della Cuadrilla. In prima istanza il giudice li ha condannati, facendo di loro, secondo il quotidiano britannico The Guardian, i primi attivisti «anti-fracking a essere stati imprigionati».

Si sono opposti perché, come ribadito alla fine della detenzione, il fracking «porterà fame, inondazioni e molti altri disastri sulle comunità più vulnerabili del mondo, aggravando il cambiamento climatico».

Fracking e diritti umani: il Tribunale dei popoli si schiera

Sono tanti i dubbi e le domande che vengono avanzati in Inghilterra, e non solo, sul fracking e sulla sua compatibilità con i diritti umani. Proprio su questo argomento, a maggio si sono confrontati i giudici del Tribunale permanente dei popoli, durante la sessione intitolata, per l’appunto, Diritti umani, fracking e cambiamento climatico.

Nella relazione finale, il giudizio sulla fratturazione idraulica del tribunale d’opinione è stato negativo:

«Con importanti ma limitate eccezioni, il fracking è una realtà in crescita che colpisce i diritti della natura così come quelli di individui e comunità in tutte le nazioni considerate, con drammatiche conseguenze specificatamente per i popoli indigeni».

Secondo i giudici del tribunale d’opinione, infatti, «i processi di fracking contribuiscono in maniera sostanziale a provocare un danno per l’uomo, aggravando il cambiamento climatico e il surriscaldamento globale e mettendo in atto violazioni di massa di una serie di diritti umani sostantivi e procedurali e i diritti della natura». Un quadro reso ancora più fosco «dall’incapacità dei governi di assumersi le responsabilità di regolare questa industria, così come di proteggere persone, comunità e natura».

Fracking e democrazia: cosa dice il mondo della ricerca

Attualmente il fracking è una tecnica utilizzata in vari paesi dove, come successo in Inghilterra, non sono mancate le prese di posizione da parte di cittadini e comunità che, in alcuni casi come in Francia o Germania, hanno spinto le autorità a imporre delle moratorie sulla fratturazione idraulica.

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Foto: Peter Firminger – WAGE (via Flickr)

«È improbabile che i rischi posti dal fracking all’ambiente e quindi al benessere umano possano essere superati nel breve periodo, ma le potenziali implicazioni di medio-lungo periodo del fracking sul cambiamento climatico e i diritti umani forniscono una ancora più convincente ragione per opporsi alla fratturazione idraulica», ha scritto la professoressa Evadnè Grant del dipartimento di Legge dell’Università di Bristol.

Più sfumata la posizione di Kate Konschnik, direttrice dell’Harvard Environmental Policy Initiative, che non condanna di per sé il fracking, semplicemente «un processo tecnico», ma critica le sue modalità di utilizzo e le conseguenze su «acqua, aria, benessere della comunità, trasparenza e valutazione dei rischi». A suo parere, c’è anche un problema di democrazia nel processo decisionale che può e deve essere migliorato. Evitando, in prima istanza, di criminalizzare il dissenso e di condannare alla prigione gli oppositori. Come successo in Inghilterra a Simon Blevins, Richard Roberts e Rich Loizou, ritornati liberi solo da pochi giorni.

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