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Pesticidi: effetti sulla salute nel mirino di ricercatori e cittadini

Pesticidi nelle acque, nel suolo, nell’aria, nel cibo. Li mangiamo e li respiriamo. Il mondo scientifico è diviso sugli effetti dei pesticidi sulla salute umana. Intanto sugli agricoltori si studiano effetti quali malattie neurodegenerative, tumori e malformazioni per inquinamento da pesticidi. E i cittadini chiedono di applicare il principio di precauzione

Li mangiamo e li respiriamo, in città come in campagna. I prodotti fitosanitari, erbicidi e pesticidi, sono ovunque: nell’aria, nell’acqua e nel terreno. Lo ha certificato anche l’ultimo rapporto Ispra che ha individuato 259 sostanze diverse nelle acque. Il documento, Pesticidi nelle acque, relativo al biennio 2015-2016, evidenzia come siano stati trovati pesticidi nel 67% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali e nel 33% di quelle sotterranee. Secondo la ricerca, le sostanze più presenti sono gli erbicidi, quelli a base di glifosato, in particolare.

Pesticidi e inquinamento: scienziati divisi su effetti sulla salute

La comunità scientifica rimane divisa sulla relazione diretta tra pesticidi e salute umana. Questa distanza di opinioni è emersa nel caso del glifosato. Il principio attivo di molti erbicidi è stato classificato dallo Iarc, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, come possibile cancerogeno. Sei mesi dopo Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, e l’Agenzia Europea per le sostanze chimiche hanno riconosciuto i danni che il glifosato provoca all’ambiente ma hanno definito “improbabile” la sua cancerogenicità.

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Prodotti fitosanitari spruzzati nei campi. Foto: @Zeynel Cebeci

Una parte della comunità scientifica, invece, questa relazione la studia da anni. Tra questi ci sono i medici dell’Isde, la Società internazionale dei medici per l’ambiente, che hanno pubblicato di recente un contributo nel rapporto “Note sull’inquinamento da pesticidi in Italia”.

Pesticidi, tumori, malattie: la ricerca continua

Gli studi che mettono in relazione malattie ed esposizione a pesticidi ed erbicidi sono svolti sulla categoria degli agricoltori. Le numerose ricerche scientifiche fatte su una coorte di agricoltori statunitensi hanno evidenziato una predisposizione a determinate malattie.

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newsletter osservatorio dirittiUno degli organi più colpiti è il cervello. Negli agricoltori è stato notato l’insorgere di malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson. Quest’ultima, in Francia, è riconosciuta come malattia professionale per gli operatori del settore primario.

Secondo gli studi, anche alcuni tumori sarebbero conseguenza diretta dell’esposizione a pesticidi, tra i quali il tumore al cervello e agli apparati riproduttivi. E si aggiungono malformazioni, patologie autoimmuni e metaboliche. Secondo la ricerca esposta nel volume ci sarebbero prove di ricadute negative anche sulla salute delle persone che vivono nei pressi di aree dove i pesticidi sono utilizzati, fabbricati o smaltiti.

Pesticidi non solo nelle acque: la Francia cerca nell’aria

L’Agenzia nazionale di sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro in Francia ha annunciato, per la prima volta, uno studio sui residui di pesticidi che possono essere ritrovati nell’aria, e quindi respirati.

L’obiettivo è proprio conoscere con maggiore precisione l’esposizione della popolazione, non solo attraverso acqua e cibo. Saranno una novantina le sostanze ricercate. Si tratta dell’unica ricerca di questo tipo in Europa.

Pesticidi in Italia: cittadini in marcia per diritto alla salute

I movimenti di cittadini contro i pesticidi si stanno diffondendo sul territorio e si ispirano ai movimenti per i diritti civili nati degli Stati Uniti e chiedono di applicare il principio di precauzione per tutelare la salute umana. La prima Marcia Stop Pesticidi è nata nel 2017 in provincia di Treviso contro la coltivazione intensiva delle viti e per un nuovo modello agroalimentare.

Quest’anno, nel mese di maggio, le marce sono diventate tre: a Cison, nel Trevigiano, in Valpolicella, in provincia di Verona, e a Caldaro, Bolzano.

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Marcia Stop Pesticidi di Caldaro (BZ) Foto:@Marcia Stop Pesticidi

Si tratta di movimenti composti da comitati cittadini, nati in modo spontaneo e da associazioni ambientaliste. Il motore di molti comitati cittadini sono state le mamme, preoccupate per la salute dei loro figli. Le preoccupazioni sono legate all’uso dei pesticidi nelle vicinanze delle case, dei campi sportivi e delle scuole.

Se i trattamenti sono nei pressi delle abitazioni bisogna tenere chiuse porte e finestre e non frequentare le aree trattate per le 48 ore successive. Le decisioni sull’uso dei pesticidi nei pressi di aree abitate spettano ai Comuni, che possono limitare o proibire alcune sostanze o possono imporre distanze minime per la loro dispersione.

Le reti di città libere da pesticidi

In questi anni sono nate reti di città in tutta Europa che hanno deciso di abbandonare l’uso del diserbo chimico e che hanno vietato, sul loro territorio, l’uso di pesticidi. La messa al bando dei pesticidi ha una funzione di protezione nei confronti dei cittadini più vulnerabili, in particolare i bambini e coloro che frequentano le aree verdi. Secondo la rete, in questo modo viene garantito il diritto alla salute anche ai lavoratori dei parchi, esposti ai pesticidi per motivi professionali.

In Puglia, nel Salento, nascono “zone non avvelenate”

Alcuni Comuni pugliesi hanno promosso delle delibere a tutela di acqua, terra e salute pubblica per impedire l’applicazione dei trattamenti obbligatori contro la diffusione del parassita Xylella negli oliveti. L’opposizione dei sindaci ha portato alla diffusione della protesta anche sui social. Con l’hashtag #zonanonavvelenata 18 comuni, un parco regionale, numerose aziende agricole e la Fondazione Orto Botanico dell’Università del Salento hanno pubblicato foto e appelli contro l’uso della chimica di sintesi in agricoltura.

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