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Bill Browder, lo strano caso dell’arresto e dell’immediato rilascio a Madrid

Direttore di un fondo speculativo diventato attivista per i diritti umani e grande oppositore del presidente russo, Vladimir Putin, Bill Browder è finito per qualche ora in arresto a Madrid, in Spagna, dove doveva rilasciare informazioni su un giro di soldi di personaggi vicini al Cremlino. Ecco la storia dell'uomo al centro delle controversie tra Stati uniti e Russia

Dal 2005 Bill Browder è al centro di una spy story che sembra provenire dalla Guerra Fredda. Una saga di accuse e controaccuse di violazioni di diritti umani e reati fiscali a cavallo tra Russia e Stati Uniti. L’ultimo episodio è una strano arresto avvenuto alle 10.15 del 30 maggio, a Madrid.

Browder è noto per essere il principale accusatore dietro al Magnitsky Act, la lista nera di persone accusate di violare dei diritti umani introdotta per la prima volta negli Stati Uniti nel 2012 allo scopo di bloccare i loro asset e conti corrente all’estero, oltre a impedire il rilascio del visto negli Usa. Allora erano tutti russi, oggi non solo.

Dopo l’introduzione del Magnitsky Act, Vladimir Putin ha vietato l’adozione da parte di cittadini americani di bambini russi, si presume come forma di ritorsione.

Red notice nel giorno della deposizione in Spagna

A Madrid Browder viene messo in stato di fermo con l’accusa, secondo le ricostruzioni, che varia tra frode e riciclaggio internazionale. Il suo stato di fermo, raccontato in diretta sui social network dallo stesso Browder, è subito diventato un caso politico, con i maggiori giornali internazionali a rilanciare la notizia. Poche ore dopo, la polizia spagnola lo rilascia.

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Foto pubblicata sull’account Twitter di Bill Browder

Bill Browder su Twitter e la nota dell’Interpol

Il diretto interessato spiega su Twitter la sua visita in Spagna:

«Sono a Madrid per consegnare prove al procuratore antimafia russa José Grinda sull’enorme flusso di denaro arrivato in Spagna dal caso Magnitsky. Ora che sono stato rilasciato la mia missione prosegue. Sto incontrando ora il procuratore Grinda».

Arresto e rilascio, però, avvengono in circostanze strane. Secondo la polizia spagnola, c’era una “red notice” spiccata dall’Interpol, la forza di polizia mondiale, a suo carico. La “Red notice” è un messaggio d’allerta diramato in tutto il mondo che con cui Interpol chiede alle polizie degli Stati membri di cercare e arrestare una persona per poi estradarla nel Paese dove è ricercata. Nel caso di Browder la proposta è russa.

La Russia vuole un arresto per motivi politici

Accade però, ricostruisce El Pais, che dal quartier generale di Lione, l’Interpol scriva a Madrid per chiedere spiegazioni riguardo l’arresto. E qui s’innesta un cortocircuito: il segretariato generale di Interpol sostiene che non ci sono red notice nei confronti di Bill Browder. Lo scrivono anche su Twitter.

A sua volta, la polizia spagnola, sempre via Twitter, spiega:

«Bill Browder è rimasto in stato di fermo di polizia per il minimo tempo necessario affinché fosse verificato da Interpol Spagna che la richiesta di arresto spiccata dalle autorità russe per evasione fiscale non era valida».

Fair Trials, ong internazionale che monitora come si conducono i processi, commenta che il caso evidenzia dei problemi nel sistema di red notice internazionali per “persone ricercate” costruito da Interpol.

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Bill Browder – Foto: Hudson Institute (via Flickr)

Secondo lo stesso Browder, è il sesto caso del genere in cui si trova coinvolto. Anche il Consiglio d’Europa ha indicato la sua vicenda come esempio degli abusi delle red notice dell’Interpol. Già a luglio 2013, Interpol aveva dichiarato di aver cancellato il nome di Browder dalle sue red notice per il «carattere primariamente politico» della richiesta di arresto russa.

Difensore dei diritti sui generis: Browder contro Putin

Browder oggi è considerato un difensore dei diritti. Finanziere, co-fondatore di Hermitage Capital, fondo di investimento speculativo che agli inizi del 2000 aveva il più grande portfolio di clienti stranieri in Russia.

Viene allontanato dal Paese, nel 2005, con l’accusa di minacciare la sicurezza nazionale. Avrebbe infatti condotto con la società un’inchiesta sui flussi di denaro degli oligarchi, spesso suoi clienti, in tutta Europa. All’inizio del mandato di Putin, sostiene Browder citato su BBC Mundo, sperava che il neopresidente potesse davvero ripulire Mosca dalla corruzione.

L’avvocato dell’Hermitage Capital Sergei Magnitsky, che dà il nome al Magnitsky Act, era la mente dietro le inchieste anticorruzione della società, che hanno portato all’espulsione del fondatore Browder nel 2005. Nel 2009, Magnitsky è stato arrestato e poco dopo trovato «morto durante la custodia», secondo la versione del governo russo. Secondo Browder è stato torturato e ucciso.

«Vladimir Putin e il governo russo sono infuriati perché li sto portando a processo per l’omicidio di Sergei Magnitsky», dichiara Browder all’Associated Press.

Sono 15, sostiene, i Paesi in cui sono in corso inchieste di questo genere.

Il Magnitsky Act nella sua prima versione nasce proprio come strumento per le indagini seguite all’omicidio. Ad oggi è stato adottato anche da Estonia, Lettonia, Lituania, Canada e Regno Unito.

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Vladimir Putin

Nel frattempo, a dicembre 2013, Browder è stato condannato in contumacia a 9 anni di prigione a Mosca per evasione fiscale e per dirottamento di soldi offshore. Il finanziere e il suo partner Ivan Cherkasov sono stati condannati al pagamento di 4 miliardi di rubli al governo russo per danni.

I chiaroscuri di Bill Browder

Ci sono dei chiaroscuri nella vita di Browder. A partire dalla decisione di prendere cittadinanza in Inghilterra, nel 1998, lui che di nascita sarebbe americano. Ricorda lIndependent che Browder ha rinunciato alla cittadinanza americana dopo le «persecuzioni» subite dalla famiglia nell’epoca di McCarthy, quando i comunisti erano nemici politici negli Stati Uniti: il nonno Earl era il segretario del Pc americano. Il quotidiano britannico però ricorda che il cambio di cittadinanza gli ha permesso soprattutto di avere dei notevoli sconti fiscali sulle sue operazioni in Russia.

Con la Russia, Browder ha legami sin dal 1995 e il Guardian ricorda che ha anche fatto da lobbista per l’apertura ai visti per i russi nel Regno Unito. Oggi ci sono diverse le testate vicine al Cremlino, prima di tutto Sputnik, che lo considerano un nemico, mettendo in discussione la consistenza delle sue prove contro Putin e il suo entourage.

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