Affari di guerra tra Banca Valsabbina e Rwm

«È tempo di fare chiarezza sui rapporti tra Banca Valsabbina e Rwm Italia, azienda che produce ed esporta all’Arabia Saudita le micidiali bombe della classe MK 80: sono ordigni che vengono impiegati dall’aeronautica militare saudita in bombardamenti che hanno devastato centri abitati in Yemen». Lo chiedono Saveriani, Comboniani e Pax Christi

Una piccola banca dell’amena zona pedemontana tra il lago d’Idro e il lago di Garda. Imprenditorialità lombarda e riservatezza bresciana. «Banca Valsabbina da oltre cento anni accompagna la crescita e lo sviluppo economico del territorio bresciano, ponendosi come interlocutore di famiglie, artigiani, piccole attività economiche e PMI», si legge sul sito. «I punti di forza di Banca Valsabbina sono una struttura operativa e decisionale snella che consente al cliente di avere riferimenti certi per tutte le problematiche e le necessità, con tempi di attesa brevi».

E forse sono state proprio queste le caratteristiche che hanno attratto prima una ditta locale (la Società Esplosivi Industriali S.p.A. – S.E.I. di Ghedi) e poi la R.W.M. Italia S.p.A., azienda italiana del colosso tedesco Rheinmetall Defence, che nel 2011 ha acquisto il ramo Difesa della ditta della bassa bresciana. Strutture operative snelle e riferimenti certi per risolvere in tempi brevi eventuali problemi sono un “must” per chi deve produrre ed esportare bombe. Soprattutto in Medio Oriente.

Se poi ci si aggiunge che Banca Valsabbina opera nel settore dell’esportazione di sistemi militari dal 2006 senza aver emesso, a differenza della maggior parte degli istituti di credito italiani, una direttiva pubblica per il settore degli armamenti, il cerchio si chiude.

Guerra in Yemen, serve chiarezza su vendita armi

È questo, in buona sostanza, quanto mettono in luce tre missionari di frontiera animatori della Campagna di pressione alle “banche armate”  che oggi hanno reso nota una “Lettera aperta a Banca Valsabbina“. Dichiarano padre Mario Menin (direttore di Missione Oggi, bimensile dei missionari Saveriani), padre Efrem Tresoldi (direttore di Nigrizia, mensile dei missionari Comboniani) e padre Alex Zanotelli (direttore responsabile di Mosaico di pace, mensile della sezione italiana di Pax Christi):

«È tempo di fare chiarezza sui rapporti tra Banca Valsabbina e R.W.M. Italia, azienda che produce ed esporta all’Arabia Saudita le micidiali bombe della classe MK 80: sono ordigni che vengono impiegati dall’aeronautica militare saudita in bombardamenti che hanno devastato diversi centri abitati in Yemen. L’esportazione di queste bombe è all’attenzione pubblica da oltre due anni (ne ho parlato spesso nel blog “Armi e dintorni“) e per questo abbiamo deciso di scrivere una lettera aperta alla Banca».

Nella lettera i tre missionari evidenziano che «Banca Valsabbina ha assunto una serie di operazioni, effettuate negli anni scorsi prima dalla S.E.I. S.p.A. e più recentemente da parte di R.W.M. Italia S.p.A., diventando uno degli istituti di credito di riferimento della R.W.M. Italia S.p.A. per svolgere operazioni bancarie relative ad incassi e pagamenti per esportazioni e importazioni di materiali d’armamento». Una corposa e dettagliatissima documentazione riportata in calce alla lettera li sostiene nelle loro affermazioni.

banca valsabbina armi
Il viallaggio di Hajar Aukaish, Yemen, dopo un bombardamento (aprile 2015)

La richiesta a Banca Valsabbina

I tre missionari vanno dritto al sodo e chiedono ai vertici di Banca Valsabbina di «sospendere da subito, anche a fronte di eventuali penali, tutti i finanziamenti e i servizi disposti da Banca Valsabbina alla produzione e all’esportazione di materiali militari e di armi comuni verso paesi in conflitto armato ed i cui governi siano responsabili di gravi violazioni dei diritti umani accertate dalle associazioni internazionali accreditate alle Nazioni Unite».

Una Lettera Aperta che non mancherà di guastare le ferie ai dirigenti della Banca. Ma che è quanto mai benvenuta per fare luce sugli affari di guerra che il nostro governo continua ad alimentare autorizzando le vendite di sistemi militari ai sauditi. E sugli intrecci che intercorrono tra aziende e banche nella ridente provincia italiana.

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