Ucraina, 750 mila bambini senza acqua

La denuncia dell'Unicef: distrutte le infrastrutture idriche. Finora 10 mila le vittime delle guerra

Almeno 750 mila bambini rischiano di restare presto senza acqua potabile in Ucraina a causa della guerra in corso. Negli ultimi scontri, infatti, sarebbero state danneggiate infrastrutture vitali ai servizi idrici del paese. Lo ha denunciato il fondo della Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef).

Il problema si era già rilevato anche la settimana scorsa, quando circa 400 mila persone, tra cui 140 mila bambini, erano rimaste senza acqua per diversi giorni. La situazione, anche in quel caso, si era creata in seguito a causa dei danni provocati dai bombardamenti. Due centri di filtraggio che servivano le condutture idriche del Donbass meridionale, infatti, erano state compromesse e sono tornate a funzionare solo dopo quattro giorni di lavoro.

Il direttore regionale dell’Unicef per l’Europa e l’Asia centrale, Afshan Khan, ha dichiarato:

«Quasi 3 milioni di persone nell’Ucraina orientale parlano di infrastrutture idriche che si trovano ora sulla linea di tiro».

Khan ha sottolineato che a causa di questa situazione, dunque, ci si aspetta che un numero sempre maggiore di famiglie sarà esclusa dall’accesso all’acqua potabile, mettendo così a rischio di malattie di vario genere anche i bambini.

A Donetsk, una città dell’Ucraina orientale, le linee elettriche che forniscono energia alle stazioni di filtraggio sono state danneggiate già all’inizio del mese, mettendo così a rischio l’accesso all’acqua potabile di oltre 1 milione di persone.

I pericoli della mancanza di acqua

I rischi che possono derivare dalla mancanza di acqua sicura sono diversi. A partire da malattie come la diarrea, che possono avere conseguenze estremamente gravi soprattutto in bambini, anziani e, più in generale, in soggetti già debilitati.

Il pericolo che deriva da questa situazione, oltretutto, non riguarda solo malattie o infezioni. Le Nazioni Unite, infatti, fanno notare come sempre più bambine e bambini sono ormai costretti a cercare acqua in fonti alternative a quelle già conosciute, dovendo così attraversare zone in cui sono in atto in combattimenti o esponendosi ad altre forme di abuso.

«Tutte le parti in conflitti devono consentire la riparazione urgente delle fonti di approvvigionamento di acqua distrutte e interrompere immediatamente il bombardamento indiscriminato sulle infrastrutture vitale per i civili», ha detto ancora Khan.

guerra ucraina
Rifugio dai bombardamenti nella scuola di Hranitne, Ucraina orientale – Foto: UNICEF/Kozalov

Il lavoro di Unicef

Il fondo Onu per l’infanzia ha dichiarato di avere consentito finora l’accesso ad acqua sicura a oltre un milione e mezzo di persone in Ucraina, sia nelle aree controllate dal governo, sia in quelle della fazione opposta.

L’Unicef, però, ha fatto sapere anche di avere bisogno urgente di ulteriori aiuti. In particolare, l’organizzazione ha detto che servono 31,3 milioni di dollari per poter continuare ad assicurare supporto sanitario, alimentare, istruzione, acqua sicura, igiene e salute ai bambini e alle loro famiglie coinvolte negli scontri dell’Ucraina orientale. Di questi soldi, finora ne sarebbero arrivati 9,9 milioni. All’appello, dunque, mancherebbero ancora 21,4 milioni di dollari per poter assicurare il lavoro sul campo.

Un conflitto senza fine

Lo scorso 13 giugno, ancora le Nazioni Unite avevano denunciato in un report che il conflitto in Ucraina sta entrando ormai nel suo quarto anno, senza che ci sia in vista alcuna via d’uscita. Tutti i tentativi di cessate il fuoco, infatti, sono finora falliti. Spesso, inoltre, sono stati seguiti da una escalation ancora maggiore degli scontri, che hanno portato finora a registrare, secondo le stime più prudenti, oltre 10 mila vittime, tra cui quasi 2.800 civili, e almeno 24 mila feriti.

Nei soli tre mesi presi in considerazione dal recente rapporto Onu, da metà febbraio a metà maggio, la missione di monitoraggio sui diritti umani delle Nazioni Unite ha registrato la morte di 36 civili e il ferimento di altri 157, con un aumento di ben il 48% rispetto al trimestre precedente.

Secondo il report, ci sono state violazioni quotidiane del cessate il fuoco, con l’uso continuo di armi di piccolo calibro, armi leggere e pesanti nelle zone di conflitto. Attacchi che hanno causato danni, oltre che alle infrastrutture idriche, anche a scuole e ospedali. Con l’arrivo dell’estate, inoltre, i funzionari dell’Onu temono un ulteriore aumento delle ostilità.

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