Irregolare vittima di reato? Ti arrangi

Giovane immigrato senza permesso di soggiorno denuncia l'aggressore e riceve il foglio di via

Gli immigrati senza permesso di soggiorno non hanno diritto alla giustizia. Neppure quando sono vittime di un reato. E nemmeno se hanno bisogno di cure mediche. Sembra essere questa la lezione data da due recenti episodi avvenuti a Milano a chi vive in Italia senza i documenti in regola.

Il primo fatto risale al maggio scorso. In quella occasione, come scritto nell’articolo “Chiami l’ambulanza? Arriva la polizia”, alcuni migranti che avevano chiesto l’intervento dell’ambulanza per un ragazzo ustionato si sono ritrovati soggetti ai controlli degli agenti e, alla fine, con il foglio di via in mano.

Ebbene, ora è accaduto qualcosa di simile. Un giovane immigrato è stato aggredito in un parco da un uomo ubriaco con una bottiglia di vetro rotta, è stato curato in ospedale, ma ha comunque perso un occhio. A quel punto il giovane, senza permesso di soggiorno, ha deciso di denunciare il suo aggressore. Ma in questura, anche lui, ha ricevuto il foglio di via. Il giovane si è dunque rivolto all’associazione Naga per avere un sostegno legale.

I fatti

I primi problemi sono cominciati già tra le corsie dell’ospedale. «Quando, dopo cinque giorni di ricovero, era prevista la sua dimissione, si sono presentati in corsia due agenti che minacciavano di condurlo direttamente dall’ospedale alla Questura, non avendo lui il passaporto sottomano. Solo grazie al fatto che avesse sul cellulare una fotografia del documento, il trasporto in Questura è stato evitato», scrive l’associazione Naga.

E la situazione è precipitata quando il giovane ha deciso di non accettare in silenzio quello che era successo.

«Una volta uscito dall’ospedale, il ragazzo è andato giudiziosamente a sporgere denuncia per l’aggressione subita. Ma essendo irregolare e nonostante debba ancora continuare il percorso di cura, allo scopo di impiantare una protesi all’occhio perso, ha ricevuto un’espulsione».

Il Naga: niente giustizia per migranti irregolari

L’aspetto paradossale della vicenda è che «tutto è regolare. È stata applicata la legge. L’ospedale aveva l’obbligo di referto e il ragazzo il diritto di sporgere denuncia per la terribile aggressione subita. Ma se sei irregolare sul territorio italiano, devi essere espulso», sottolinea il Naga.

Il problema, dunque, è quello di una giustizia che di fatto risulta dimezzata per chi non è a posto con i documenti. Se andare al pronto soccorso o al commissariato per fare una denuncia comporta automaticamente l’espulsione, è chiaro che queste persone sono di fatto costrette a non mettere piede in ospedali, posti di polizia o in qualsiasi altro ufficio pubblico, per non correre il pericolo di essere espulsi. In questo modo, inoltre, non vengono denunciati i reati – di cui anche chi è senza permesso di soggiorno può essere vittima – né i malati si possono far curare.

«Un cittadino straniero che subisce un’aggressione, che perde un occhio, che ha bisogno di cure e che si prende anche la responsabilità di denunciare l’aggressione riceve in cambio un foglio di via. Questa è la legge, ma questa non è la giustizia. La cosa è talmente evidente che non ci sembra necessario aggiungere altro se non la nostra tristezza e preoccupazione per le condizioni del ragazzo. Il servizio legale del Naga si è attivato per seguire il caso e perché il ragazzo possa, almeno, proseguire le cure, nel tentativo di ristabilire un minimo non di giustizia, ma di decenza».

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