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Umanità al confine: migranti a Belgrado

Gli scatti di Ennio Brilli raccontano volti, luci e storie dei profughi incontrati a Belgrado

Dieci scatti di “Umanità al confine“. Si chiama così la mostra fotografica di Ennio Brilli, che presenta volti, luci e storie di pakistani, afghani e siriani. Un racconto per immagini di migranti che avevano trovato rifugio in due capannoni dietro la stazione di Belgrado, in Serbia. Due capannoni che oggi non esistono più, sgomberati e abbattuti appena un paio di settimane fa (leggi anche Balcani violenti con i migranti).

La mostra fotografica può essere visitata giovedì 15 giugno alla Casa dei diritti di Milano, in via De Amicis 10. L’occasione sarà quella di un convegno organizzato da Ipsia Acli e in questa occasione, alle 19, sarà proiettato anche il reportage “I am a person too“.

L’evento si occuperà delle storie dei migranti rimasti bloccati lungo la rotta balcanica. Durante la serata, oltre a quello del fotografo Ennio Brilli, sono previsti gli interventi di: Mauro Montalbetti (presidente Ipsia Acli); Pierfrancesco Majorino (assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano); Silvia Maraone (project coordinator di Ipsia Acli nei campi profughi in Serbia); Nazmie Achouri, Nathalie Bini, Erica Pedratscher (fondatrici di Luna di Vasilika); Besmir Rrjiolli (presidente Dora e Pajtimit).

Oltre alla mostra di Brilli, sarà esposta anche quella di Abdulazez Dukhan, “Through refugees eyes“.

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