Sbarchi record di minori stranieri soli

Sono aumentati del 20% rispetto a un anno fa. In crescita il numero delle ragazze

È record di sbarchi per i minori stranieri non accompagnati. Secondo l’ultima elaborazione della fondazione Ismu, infatti, tra il 1° gennaio e l’8 maggio sono sbarcati sulle coste italiane 45 mila migranti e, di questi, più di 5.500 erano minori che hanno affrontato da soli il viaggio dalla Libia all’Italia su un barcone.

Tradotto in percentuale, questo significa un aumento di ben il 20% dei ragazzi arrivati via mare nel nostro paese rispetto allo stesso periodo del 2016. Stando ai dati dell’Alto commissariato della Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), le principali nazionalità di provenienza nei primi tre mesi del 2017 sono Guinea (579 minori), Gambia (565) e Bangladesh (489).

Attraverso i dati del ministero del Lavoro e delle politiche socialisottolineano i ricercatori dell’Ismu, è possibile conoscere in dettaglio alcune caratteristiche dei minori non accompagnati censiti e presenti nelle strutture di accoglienza italiane, anche se questi dati si riferiscono anche a minori che hanno raggiunto l’Italia via terra o in aereo (in particolare risultano rilevanti le presenze di minori provenienti da Albania e Balcani). Complessivamente, il 31 marzo 2017 erano censiti circa 15.500 minori stranieri nelle strutture di accoglienza italiane.

Ragazze in aumento

Il numero delle ragazze è in crescita rispetto al passato, anche se è ancora molto più basso rispetto a quello dei ragazzi. Fino al 2015, infatti, la presenza maschile rappresentava il 95% dei minori, mentre oggi le giovani non accompagnate rappresentano il 7,1% di tutti i minori censiti (1.091 a fine marzo 2017).

L’età di queste ragazze è compresa tra i 16 e i 17 anni nel 74% dei casi, contro l’85% dei ragazzi. La fondazione Ismu sottolinea anche come vi sia una presenza più giovane, in particolare nella fascia di età tra 7 i 14 anni, nella quale rientra il 15% delle minori, una percentuale più che doppia rispetto ai maschi.

La Nigeria è di gran lunga il primo paese di provenienza di queste ragazze, con oltre 528 minori non accompagnate, pari al 48% di tutte le giovani accolte. Al secondo posto ci sono poi le eritree (152 presenze, pari al 14%), mentre al terzo si trovano le albanesi, con 95 presenze (8,7%). Un’altra caratteristica peculiare dei minori che arrivano dalla Nigeria è che ben nel 40% dei casi si tratta di una ragazza.

Minori scomparsi

Secondo i dati del ministero del Lavoro e delle politiche sociali elaborati dalla fondazione Ismu, risultano ancora tanti quelli che abbandonano le strutture di accoglienza italiane che li ospitano. La situazione al 31 marzo scorso, infatti, indica che sono 5.170 i minori che risultano irreperibili. Si tratta per lo più di giovani egiziani, eritrei, somali, afghani che vogliono soggiornare in Italia svincolati dall’accoglienza istituzionale o spesso aggiungere parenti e reti amicali nei paesi del nord Europa.

Nella recente relazione sulle persone scomparse in Italia del ministero dell’Interno, ricorda ancora la fondazione, si segnala che dal 1974 al 31 dicembre 2016 risultano da rintracciare 28 mila minori stranieri, per la stragrande maggioranza non accompagnati, con un forte aumento in particolare nell’ultimo anno.

In linea con quanto previsto dalla comunicazione della Commissione europea del 12 aprile 2017 “The protection of children in migration”, nella quale si afferma l’importanza di promuovere protocolli e procedure per rispondere e affrontare in modo sistematico il fenomeno dei minori non accompagnati che si rendono irreperibili, sottolinea infine l’Ismu, è stato da poco firmato un protocollo d’intesa che prevede la condivisione delle informazioni e dei dati tra il dipartimento della Pubblica sicurezza e il ministero del Lavoro e delle politiche sociali con l’obiettivo di tutelare i minori stranieri non accompagnati, in particolare, dal traffico di esseri umani e dallo sfruttamento nel mondo del lavoro (per un approfondimento su questo tema, vai all’articolo “Minori non accompagnati cercansi”).

Ti potrebbe interessare anche Altri articoli dell'autore

Commenti