In Venezuela si muore di povertà

Caracas è al collasso: aumenta la mortalità infantile (+30%) e tornano malaria e difterite

Il Venezuela del presidente Nicolas Maduro appare ormai in caduta libera. Che l’economia fosse al tracollo, legata com’è ai prezzi del petrolio in costante discesa e a una pessima gestione politica, lo si era capito. Quello che era difficile immaginare, invece, era fino a che punto questa situazione stesse toccando anche le condizioni di salute dei cittadini. Ed è su questo che hanno fatto chiarezza i dati diffusi un paio di giorni fa dal governo. Informazioni che non erano state rivelate l’ultima volta nel luglio del 2015.

Le cifre rese pubbliche dal ministero della Salute mostrano un’impennata della mortalità infantile e dei decessi tra le mamme. Le donne che hanno perso la vita durante il parto sono aumentate del 65%, mentre le morti dei bambini sono cresciute del 30 per cento e legate soprattutto a sepsi neonatale, nascita prematura, polmonite, sindrome di difficoltà respiratoria. In generale, inoltre, è stato registrato un balzo nella diffusione di malattie quali malaria (+76%) e difterite.

Insomma, le conseguenze della crisi economica si stanno facendo sentire ormai sui corpi dei cittadini di Caracas, nonostante il presidente Maduro cerchi di gettare la colpa su chi starebbe facendo incetta di medicinali proprio peggiorare la situazione generale e incoraggiare così un colpo di stato nei suoi confronti.

Il paese sudamericano, nonostante possa vantare le maggiori riserve di petrolio al mondo, sta affrontando una mancanza di tutto, dal cibo ai vaccini. E i beni ancora in circolazione costano sempre più cari: secondo un articolo pubblicato il 5 maggio sul Wall Street Journal, l’inflazione ha già toccato il 720% e nel 2017 potrebbe toccare la cifra record del 2000 per cento. In altre parole, quindi, comprarsi un pezzo di pane o una medicina per il mal di testa è diventata ormai una cosa da ricchi.

In un recente sondaggio, tre venezuelani su quattro dichiarano che la loro salute è precipitata e che stanno mangiando meno di due pasti al giorno. Tanto che tanti hanno detto di aver perso in media 9 chili a causa di questa situazione.

Il settore della salute in generale è ormai al collasso. Tanto che una grossa associazione farmaceutica del paese ha detto che circa l’85% delle medicine stanno scarseggiando.

A questo punto, dunque, sono già migliaia i cittadini che hanno deciso di andare a cercare una vita migliore, o almeno a comprare medicine e trattamenti sanitari, fuori dal proprio paese. Le mete preferite sono la Colombia e, ancor di più, lo stato della Roraima, in Brasile. E l’afflusso di persone è ormai diventato così imponente che la Roraima ha deciso di dichiarare lo stato d’emergenza per cercare di affrontare una situazione che sta portando rapidamente al collasso il sistema di servizi locali.

In questo contesto, quindi, non è possibile prevedere quanto il presidente Maduro riuscirà a continuare a governare. Tanto che il paese è ormai bloccato da oltre un mese a causa delle proteste quotidiane, a volte da dimostrazioni violente, che chiedono di interrompere il progetto di riforma costituzionale lanciato da Maduro ed elezioni immediate.

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