Nasce Osservatorio Diritti

Una testata indipendente specializzata in inchieste, analisi e approfondimenti sui diritti umani

L’8 febbraio si è tenuto al Pime di Milano un convegno su “Migrazioni e traffico di esseri umani”. Era un mercoledì mattina qualunque e il tema era di quelli che televisioni e giornali considerano impossibile da far digerire al pubblico. Troppo lontano dalla realtà quotidiana, dai problemi di tutti i giorni. E così crudo da infastidire lettori o spettatori. Ebbene, a quell’incontro si erano iscritte oltre 350 persone e la grande sala era piena. Di gente qualunque alla ricerca di informazioni, di una chiave di lettura.

È una delle tante conferme che la scommessa su cui nasce Osservatorio Diritti non è poi così campata in aria: nel nostro Paese c’è bisogno di una testata indipendente in grado di proporre inchieste, analisi e approfondimenti sui diritti umani.

La proposta è rivolta innanzitutto a chi cerca un’informazione critica in materia. E ci rivolgiamo anche, naturalmente, alle organizzazioni non governative, alle associazioni, ai movimenti sociali, alle istituzioni internazionali, a chi lotta contro ogni forma di discriminazione e ai promotori di campagne di pressione che si occupano ogni giorno di difendere i diritti umani nei più diversi contesti.

È una testata curata da una redazione di giornalisti che lavora con professionalità, competenza e passione. E che può contare anche sulla collaborazione di avvocati, centri universitari e specialisti in varie discipline. Per garantire un’informazione di qualità, verificata, capace di sfruttare tutte le potenzialità del web, trasparente e impegnata a tenere separati i fatti dalle opinioni.

Si tratta di un progetto nuovo. A partire dalle forme di finanziamento che ne garantiscono la piena indipendenza. Osservatorio Diritti, infatti, non si basa sulla pubblicità tradizionale, che condiziona l’informazione di tante testate. Né accetta quella di Google AdSense, che permette di monetizzare i contenuti online secondo logiche in cui non ci riconosciamo. Gli inserzionisti, come recita il nostro Manifesto, «sono accettati solo se operano nei limiti dei principi che stanno alla base di questa testata, a cominciare dal rispetto dei diritti umani nella loro accezione più ampia».

L’indipendenza da condizionamenti esterni, dunque, è assicurata anche dal finanziamento raccolto presso diversi soggetti. Le inchieste, per esempio, possono essere realizzate attraverso bandi pubblici. E la speranza è anche quella di raccogliere il sostegno da parte di singoli utenti. Il sito offre poi report ad hoc per Ong e movimenti sociali.

Osservatorio Diritti è una novità anche quanto a contenuti. Il focus della nostra attività è la denuncia di diritti umani violati e il racconto di chi cerca di difenderli. Siamo convinti che prendere coscienza delle storture del sistema in cui viviamo, senza avere tesi a priori o inossidabili ideologie che appesantiscono il pensiero, sia il primo passo per produrre dei cambiamenti nella direzione di un mondo rispettoso delle differenze e in grado di offrire a ciascuno l’opportunità di dare il meglio di sé.

La categoria madre di tutto il sito, naturalmente, è Diritti umani, elaborata pensando soprattutto alla Dichiarazione dei diritti umani delle Nazioni Unite. Ma fanno parte dei pilastri di Osservatorio Diritti anche le parti relative alle persone a rischio Discriminazione e le Inchieste. E ancora, quelle dedicate ai Migranti, ai Conflitti in corso, all’Economia.

Insomma, l’argomento è vasto e affrontarlo in modo professionale implica allargare le vedute. Per questo diamo voce anche ai racconti e alle attività di contrasto alle violazioni portate avanti dai Difensori dei diritti, pubblichiamo Dossier e ci occupiamo di Cultura ogni volta che incrocia queste tematiche.

La sezione delle Idee, e in particolare la sottocategoria dei Blog, è uno spazio privilegiato per stimolare un dibattito e un’interazione costante da parte degli utenti. Infine, abbiamo deciso di impegnarci ad aggiornare con costanza un Calendario di appuntamenti legati ai diritti umani, sperando di poter favorire anche un confronto più concreto, che sappia uscire qualche volta dallo schermo di un Pc o di un cellulare per incontrarsi di persona. Un po’ come è successo l’8 febbraio al convegno del Pime.

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